Approfondimenti sull'Antico Egitto

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La chiave egizia dei sogni

sogni “L'interpretazione dei sogni è paragonabile allo sviluppo e decifrazione dell'antica lingua dei geroglifici egizi...”. Così scriveva il padre della psicanalisi Sigmund Freud.

Come in molte antiche società, anche nell'Antico Egitto si prestava particolare attenzione al mondo dei sogni poiché si riteneva che le visioni oniriche fossero la congiunzione dell'uomo con le divinità.

Gli Egiziani credevano che durante il sonno le divinità consegnassero loro un messaggio magico che permettesse all'uomo di conoscere meglio il suo mondo, aiutandolo a risolvere i problemi quotidiani o prendere decisioni, inoltre le visioni notturne potevano anche rivelare eventi futuri o fornire rimedi medicamentosi per curare alcune malattie, quindi si può dire con sicurezza che il confine tra sogni, magia e medicina è molto sottile.

L'attenzione che fu prestata ai sogni ebbe a seconda dei periodi un ruolo diverso, infatti la prima concezione delle visioni oniriche era negativa perché si pensava che durante il sonno l'uomo viaggiasse in luoghi pericolosi entrando in contatto con spiriti maligni che gli potevano recare solo danno, per questo venivano formulati appositi riti magici ed amuleti che proteggessero l'uomo dai brutti sogni.

Il talismano più utilizzato per favorire una buona attività onirica era un poggiatesta, sul quale erano incise formule magiche, veniva utilizzato soprattutto dai soggetti più sensibili, dalle donne incinte ed i bambini.

Bes (sempre ritratto frontalmente)
Bes (sempre ritratto frontalmente)
Il dio Bes, divinità minore appartenente al pantheon egizio, era considerato il tutore della casa e dell'infanzia poiché gli si attribuivano poteri di protezione contro gli spiriti maligni che avrebbero potuto infestare le abitazioni.

Aveva anche altri importanti poteri divini, infatti Bes era invocato per attenuare i dolori del parto, per guarire da alcune malattie e veniva rappresentato, nella sua forma di nano deforme e paffuto, sopra le testate dei letti per proteggere il proprietario dagli influssi maligni presenti nei sogni favorendo quindi una buona attività onirica.

Secondo gli antichi egizi i sogni buoni erano collegati direttamente dal dio Horus, al contrario i brutti sogni provenivano dal malvagio dio Seth ma per questi ultimi c'era sempre una formula magica che avrebbe protetto chi aveva fatto un cattivo sogno.

Bes. Sotterranei museo del Cairo
Bes. Sotterranei museo del Cairo
Nel Nuovo Regno il ruolo del sogno cambia totalmente diventando un messaggio magico che le divinità donavano all'uomo, considerando che le visioni notturne erano per gli egizi dei messaggi premonitori, si cominciò ad interpretarli istituendo una vera e propria arte divinatoria.

L'interpretazione del sogno era diventato talmente importante che ogni egiziano, sia di umili estrazioni sia un membro della classe d'élite, compreso il faraone, consultava un sacerdote o un indovino per comprendere il significato di un sogno.

Sia gli indovini o oracoli che i sacerdoti interpretavano le visioni notturne, cercando nel sogno la verità e fornendo informazioni su qualsiasi evento della vita come l'amore, il lavoro, la salute o problemi di carattere politico.

Questi indovini erano diventati talmente popolari da godere di una grande considerazione, guadagnavano molto denaro ma assicuravano la veridicità delle previsioni con la loro stessa vita, infatti in caso di evidente sbaglio sull'interpretazione venivano uccisi.

In Egitto, come in quasi tutto il bacino del Mediterraneo, furono costruiti dei templi o santuari, nei quali i fedeli si recavano per andare a cercare le risposte ai propri dubbi, uno tra i più grandi fu edificato nel Serapeo di Menfi.

I santuari vennero chiamati “templi dell'incubazione” dalla pratica che vi si svolgeva, infatti il fedele che accedeva in questo edificio sacro, per poter esser considerato degno di pernottare dentro il tempio, era sottoposto ad un rituale di purificazione. Nei giorni precedenti al pernottamento nel tempio, i sacerdoti ed i fedeli si auto imponevano un regime alimentare molto rigido, sottoponendosi ad una dieta sacra che riusciva a far produrre in loro dei sogni in uno stato di purezza spirituale.

Erano severamente proibiti alcuni cibi, come le fave, i molluschi ed alcuni tipi di pesce, secondo loro alimenti responsabili di far produrre sogni ingannevoli e di diminuire la memoria onirica. Infatti si era notato già in epoca faraonica, che un eccesso di alimenti poteva provocare sogni confusi perché sottoponeva il fisico ad una gran fatica, mentre una dieta bilanciata faceva produrre sogni chiari ed attendibili, notando che le visioni oniriche migliori fossero quelle fatte nelle prime ore del mattino.

La fase finale della pratica dell'incubazione consisteva nel dormire all'interno del tempio, riposando su pelli di animali sacrificati e bruciando un pezzo di lino sopra il quale era scritto il nome della divinità con la quale il fedele cercava di entrare in contatto durante il riposo notturno.

Tra le prime fonti scritte riguardanti i sogni dell'Antico Egitto si trova il Papiro Chester Beatty III scritto in lingua ieratico, oggi conservato al British Museum di Londra fu pubblicato nel 1935 da A.H. Gardiner, è meglio conosciuto come “Il libro dei Sogni”, si può dire che sia un testo di consultazione, un vero e proprio elenco di sogni e le sue interpretazioni.

Riporto alcuni esempi di sogni buoni e relative interpretazioni:

Sognare di..
  • Vedere un serpente significava avere abbondante cibo.
  • Mangiare carrube e terra significava avere autorità sui propri concittadini.
  • Bere birra significava l'arrivo della felicità.
  • Distruggere i vestiti significava essere liberi da ogni male.
  • Vedersi morto significava avere una bella vita.
  • Tuffarsi in un fiume era come essere assolti da ogni peccato.
  • Segare del legno significava la morte dei nemici.
  • Mangiare carne di coccodrillo significava diventare funzionari governativi...

Ed ecco poi alcuni dei sogni che indicavano un cattivo presagio:

Sognare di...
  • Bere birra calda significava avere sofferenze future.
  • Vedersi in uno specchio significava cambiare moglie.
  • Sognare un nano significava dimezzare la durata della propria vita.
  • Mangiare un uovo significava cacciare la moglie dalla casa coniugale.
  • Vedere persone in lontananza significava la morte di una persona cara...

Un altro libro che interpreta sogni egizi fa parte della collezione Carlsberg ed è il papiro n°309 conosciuto con il nome del “Libro dei sogni del Fayoum” scritto in ieratico fa parte oggi della collezione dell'Istituto di Egittologia di Copenhagen.

Gli egizi erano convinti che alla base dell'interpretazione dei sogni ci fosse l'idea dell'opposto, se durante il riposo notturno si vedeva la propria morte significava l'esatto contrario cioè una vita durevole, invece se si sognava di esser felici veniva interpretato come segno dell'arrivo di imminenti problemi ed infelicità.

Infine nel testo ieratico contenuto nella collezione Carlsberg il papiro n° 6 conosciuto con il nome degli “Insegnamenti del re Merikare” si leggono i suggerimenti che il re Kheti aveva scritto per il figlio Merikare; Kheti descrive la giusta chiave per interpretare i sogni rifacendosi sempre all'idea dell'opposto, cioè il sogno significa sempre l'esatto contrario delle visioni notturne.

Testo a cura di Silvia B.

Fonti:
La porta del sogni. Interpreti e sognatori nell'Egitto Antico (Bresciani).
Il sogno e il suo mistero. Tradizione, psicologia, divinazione (Partini).