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| Complotti a Tebe - Omicidio di un piccolo re |
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Autore: Giuseppe Esposito Altri link riguardanti l'Autore: http://www.edizionikoine.it/interno.php?id_news=48 http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Hotepibre
Il libro è stato presentato mercoledì 21 giugno 2006 ore 18,00 presso Sala Quaroni - EUR S.p.A. Via Ciro il Grande, 16 - Roma Alcuni passi del libro pubblicati col consenso dell'Autore.INCIPIT Cap. I - Nefer-Keperu-RaLa corona doppia, su cui svettavano le Due Signore, rotolò sul braccio, poi indugiò sulle ginocchia e quindi, quasi timorosa di essere causa del più grande cataclisma dopo il Nun, il caos primordiale, cadde al suolo, seguita dai lunghi nastri posteriori, sfiorando i sandali d’oro sotto cui erano incisi i Nove Archi, i nemici delle Due Terre. Pigramente la corona rotolò ancora per qualche istante, poi si fermò schiacciando contro la terra Nekhbet, l’avvoltoio Signora del paese del Sud, ed Uto, la dea cobra Signora del Delta. Nefer-Kheperu-Ra tentò di alzare il capo e rivolse, per quanto glielo permetteva quella stanchezza spossante, lo sguardo al sole che moriva oltre le colline, quindi chinò la testa verso il petto ansante e si addormentò…per sempre! XII
“Un bambino, Grande e Bel Dio, gli Dei preservino la Tua persona, è un maschio!” la levatrice, inginocchiata dinanzi a Neb-Maat-Ra Amenhotep, terzo di questo nome, aveva levato le mani all’altezza delle ginocchia del Re e lodato la bellezza del piccolo, la sua sanità di corpo e la sua già palese virilità che avrebbe garantito, a sua volta, la continuità dinastica. XIV
L’acquitrino si stendeva a perdita d’occhio, enormi massi lucidi emergevano dalle nere acque e, di tanto in tanto, si ergevano improvvisamente più alti sollevando grandi nubi d’acqua; dalle nere narici gli ippopotami soffiavano aria e cambiavano la loro indolente posizione mentre piccoli uccelli dal lungo becco ripulivano loro la schiena. XVI
Le mani, grondanti acqua, si riappoggiarono su quella massa informe, umida e maleodorante premendola e lisciandola; affondarono in essa spremendone l’acqua e scivolarono trasformandola lentamente in esseri splendenti di vita. XXVI
La piccola sfera nera, lucida come uno specchio d'argento, rifletteva, deformandolo, il bel seno brunito dai cento e cento soli della sua terra lontana.
Horemhab, la testa poggiata sul suo ventre piatto, guardava nella sfera incastonata nell'ombelico di lei e, se solo cambiava di pochi millimetri la sua posizione, vedeva riflesso il suo stesso occhio deformato allo stesso modo. XXXI
La microscopica goccia zuccherina stillò dal fiore e scivolò lentamente lungo i petali azzurri, si soffermò nell’incavo e proseguì nella sua corsa solo rallentata dal desiderio di cristallizzarsi nell’aria immobile, in ciò contrastata dal sole caldo di quella meravigliosa mattina che la costringeva nella sua dolce liquidità… l’ape volteggiò ancora a lungo sui petali poi, pigramente, si diresse verso il lago; qui sfiorò le acque immobili, si posò per un attimo sull’alto stelo di un giunco e proseguì nel suo volo.
Là, poco più in basso, la giovane fanciulla sdraiata sull’erba la vide librarsi ancora per un istante nell’aria per poi sparire: “…cosa darei per essere libera come lei…”, disse rivolta al giovane che le stava sdraiato accanto. XXXVIl sottile oggetto di metallo si fece strada nella coriacea pelle e, lentamente, strisciò silenzioso verso il basso aprendo un lungo squarcio in cui, altrettanto silenziosamente, l’uomo si insinuò trovandosi nell’ampia tenda Hittita. XLILa lunga coda di folla si fermò, trattenuta dal cordone delle Guardie Regie che sbarrava l’accesso al Sacro luogo, Ta-Set-Aat… il nuovo Re e la sua giovane Regina, preceduti dai sacerdoti ritualisti di Amon e dal suo Primo Profeta, proseguirono brevemente e, superato uno schermo di papiro su cui gli artisti avevano rappresentato il viaggio dell’Osiride nella Duat, e che escludeva lo sguardo dei comuni mortali dalle cerimonie segrete, entrarono nell’ampio, bianco, padiglione abbacinante sotto il sole rovente della Valle.Una leggera bava di vento muoveva il lino dei tendaggi tra i quali si scorgeva un ancor più abbacinante luccichio; avvolto strettamente nelle bende bianchissime, il corpo del giovane Re campeggiava, al centro della tenda, ornato dei simboli del suo potere. Il copricapo nemes, d’oro come tutta la maschera che ne ricopriva il volto, splendeva di blu e dei preziosi colori provenienti da terre lontane che Egli mai avrebbe visto. XLIVLa freccia lasciò l’arco e con una traiettoria leggermente curva volò sopra il campo, quasi si fermò alla sommità della parabola, poi precipitò verso il suo bersaglio accelerando impercettibilmente. Un leggero vento trasversale tentò di deviarla dalla sua corsa, ma la rossa impennatura che la qualificava come scagliata dal Re in persona, la mantenne stabile nell’aria finché incontrò il bronzo della corazza del Generale hittita. Per contattare l'autore: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Commenti (0)Scrivi commento |




Hotepibre, che i frequentatori del forum avranno imparato ad apprezzare, ha scritto bellissimo romanzo giallo ambientato nell'antico Egitto che volentieri segnaliamo: "Complotti a Tebe" di cui pubblichiamo di seguito alcuni passaggi con il consenso dell'Autore.
Webcam live che inquadra il luogo simbolo della civiltà egizia: Le Piramidi di Giza! (Il Cairo)