Egitto HomeStoriaReligioneFaraoni e regineApprofondimentiRacconti di viaggioComunica!NotizieFoto
Piramidi dei costruttoriDocumentario sulla Grande Piramide
Menu principale
Home
Storia
Religione
Faraoni e regine
Approfondimenti
Racconti di viaggio
Comunica!
Notizie
Foto
Ultime notizie
Sponsor Aton-Ra
Pagine correlate a questa:
Home antico egitto Approfondimenti antico egitto L'enigma delle piramidi
Enigma delle Piramidi - introduzione PDF Stampa E-mail
Indice degli Articoli
Enigma delle Piramidi - introduzione
Pagina 2
Questo testo è tratto dalla prefazione dell'ottimo libro di Kurt Mendelssohn – L’ENIGMA DELLE PIRAMIDI.
Storia – Oscar Mondatori ISBN 88-04-43384-1

L'enigma delle piramidi
L'enigma delle piramidi
In questo libro Kurt Mendelssohn avanza una teoria rivoluzionaria sul significato delle Piramidi d'Egitto, maestose e suggestive ma, ai nostri occhi, estremamente inutili. Eppure esse dovevano essere considerate in una luce ben diversa dagli antichi Egizi, che le costruirono con fatica quasi incredibile pur senza godere di un immediato, evidente beneficio. Mendelssohn esamina la storia delle Piramidi, il problema se esse furono luoghi di sepoltura o cenotafi, e le leggi fisiche e statiche che ne regolarono la costruzione. Analizzando tutti questi elementi, e soprattutto la forma singolare della Piramide di Meidum, egli giunge alla soluzione finale dell'enigma: ciò che importò agli antichi Egizi non furono le Piramidi in sé ma la loro costruzione. Esse furono un fatto politico ed economico necessario alla formazione di uno stato centralizzato.

Laureatosi in fisica all'Università di Berlino con Planck, Nernst, Schródinger e Einstein, Kurt Mendelssohn nel 1933 si trasferì a Oxford dove ottenne per primo la liquefazione dell'helium. Membro della Royal Society dal 1951, è autore di numerosi libri e di oltre 200 saggi e articoli apparsi su riviste scientifiche.


Introduzione
Questo libro tratta di una scoperta scientifica. Io, che ho dedicato la mia vita alla scienza, l’ho scritto e composto come avrei fatto per presentare qualsiasi altra scoperta. L'esperienza dello scienziato pone delle limitazioni, alle quali non è di solito costretto lo storiografo. Innanzi tutto, lo scienziato deve guardarsi dal pericolo sempre presente di accostarsi ai suoi argomenti con teorie preconcette, che egli poi espone per provarne la correttezza. Per fortuna, nel presente caso questo pericolo non ci fu affatto, semplicemente perché non possedevo alcuna teoria sull'argomento. E il non avere alcuna teoria non era affatto strano dal momento che allora neppure conoscevo sufficientemente bene l'argomento.
Come spesso accade in un'indagine scientifica, tutto iniziò da un'osservazione casuale che, per quanto interessante e stimolante in se stessa, sembrò avere un'importanza limitata. Sebbene conoscessi perfettamente il grande enigma presentato dalle piramidi, soprattutto il problema del perché 5000 anni fa si fosse compiuto questo immenso sforzo, allora non ero affatto consapevole che la mia osservazione casuale avrebbe potuto fornirne la chiave e neppure pensavo che avrei potuto eventualmente contribuire alla sua soluzione. Del resto, una scoperta scientifica di solito non è, come molti immaginano, un'improvvisa intuizione, nella quale si rivela, in un istante glorioso, l'intera verità. Nel novantanove per cento dei casi si tratta di un procedimento lento e spesso laborioso, molto simile a una storia poliziesca, in cui si devono pazientemente mettere assieme gli indizi ed eliminare molte false tracce.
Proprio come nel caso di una storia poliziesca, il procedimento attraverso il quale lo scienziato raggiunge il risultato finale è per lui affascinante quanto lo stesso risultato. Certamente, il risultato deve rimanere lo scopo ultimo, ma gran parte della soddisfazione sta proprio nel procedimento che ad esso conduce. È per questa ragione che, nel considerare il problema delle piramidi, io mi sono attenuto all'ordine cronologico dei diversi stadi che alla fine portano alla soluzione. Questo compito era per me, scienziato, oltremodo esaltante ed è proprio la gioia di tale stimolante ricerca che, più di ogni altra cosa, io vorrei il lettore condividesse con me.
C'è un altro motivo per registrare gli eventi nella loro sequenza cronologica. Per quanto sicuro possa essere lo scienziato di non aver commesso delle sviste nelle sue argomentazioni e conclusioni, nessuno sarà così presuntuoso da ritenere che le sue deduzioni siano infallibili. È pertanto essenziale che egli presenti una relazione completa del suo lavoro, che possa essere controllata a ogni istante.
La tesi presentata in questo libro è molto semplice. Le piramidi d'Egitto sono immensamente grandi, antichissime e — a detta di tutti — completamente inutili. Queste fantastiche montagne costruite dall'uomo, costituite nel loro insieme da più di venticinque milioni di tonnellate di calcare estratto da cave e con uno spazio interno assai limitato, furono innalzate in poco più di un secolo. Ciononostante, per quanto inutili esse ci possano apparire, devono essere state considerate estremamente utili dagli egizi, dal momento che essi, con una fatica incredibile, le costruirono. Nel corso della storia si fecero tentativi per spiegare la funzione delle piramidi come osservatori astronomici, granai, rifugi dalle inondazioni, luoghi in cui erano depositate profezie ispirate dalle divinità e perfino come opera di visitatori provenienti da altri pianeti.
L'evidenza archeologica, ad ogni modo, non lascia dubbi nel ritenere che le piramidi servirono come monumenti funerari degli antichi faraoni. Si discuterà più oltre se esse furono il luogo effettivo di sepoltura, come i più credono, o se fossero semplicemente dei cenotafi. Tutto ciò è, in ogni caso, di secondaria importanza per le nostre considerazioni. Rimane il fatto che tutti i ritrovamenti archeologici e letterari attestano l'esistenza di riti funerari e di una classe di sacerdoti dediti alle pratiche funerarie, in connessione con le piramidi. Sulla base di questa inevitabile conclusione, si doveva presumere che questa antica civiltà avesse mobilitato tutte le sue risorse e avesse convogliato l'intera manodopera disponibile per erigere niente di meglio che una gigantesca tomba reale. Tale assunto è reso ancora più difficile dal fatto che il periodo delle grandi piramidi fu relativamente breve e che, per molti secoli, sia prima che dopo, i faraoni furono sepolti con assai minore ostentazione e certamente con molto minor dispendio economico.



Login
Username
Password
Ricordami
Password dimenticata?
Non sei ancora iscritto? Fallo subito
» Scrivi al FORUM
» Chat utenti registrati
Bacheca


Devi registrarti per utilizzare la bacheca
Registra il tuo account qui!
Chi è Online
Abbiamo 38 visitatori connessi e 1 utente connessi
  • nardozi
SPONSOR Aton-Ra
Sondaggi
Quale argomento vorresti fosse approfondito?
  
Quale periodo della storia egizia ti interessa di più?
  

Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.