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Pagina 2 di 3 Sotto il faraone Thutmosis IV (1412-1402) si delinea il cambiamento; con l'accrescersi del lusso compaiono nuovi accenti di modernismo. Le tombe dei notabili conoscono uno straordinario sviluppo; le composizioni si fanno complesse: nella raffinatezza sempre maggiore degli abbigliamenti e delle parures, colori caldi animano le scene dove non si teme più l'accumularsi di particolari spesso mutevoli. Il trionfo dell'eleganza è raggiunto sotto Amenophis III (1402-1364); il faraone e la sua affascinante sposa Tiy si fanno rappresentare tra l'opulenza delle scene di corte. Rilievi e statuaria testimoniano di uno straordinario virtuosismo non privo di un certo manierismo; la tomba del visir Ramose offre la pienezza di un'arte che è difficile immaginare avrebbe in seguito superato se stessa.
La tensione di perfezione è tale che all'improvviso avviene l'esplosione. La rivoluzione di Amarna, che trae le sue origini dalla crescente dedizione ad Aton, il "disco"; cioè la forma visibile del dio solare Ra, riveste l'eresia religiosa con un vero e proprio rovesciamento dei valori artistici. Proclamando il ruolo eminente di Maat, la Verità-Giustizia, figlia essa stessa di Ra, il faraone si fa rappresentare come è realmente: questo adenoideo non ha paura di esibire la fronte sfuggente, il collo troppo allungato, le membra gracili, il ventre gonfio. Realismo che diventa presto eccesso, giacché sua moglie, la meravigliosa Nefertiti, e i suoi figli e in seguito tutta la massa dei cortigiani si fanno rappresentare nello stesso modo. In questa liberazione delle forme del visibile, vi è la creazione di uno stile che si vorrebbe volto verso una certa originale purezza. E, di fatto, il soffio della natura, che dà ampio respiro ai grandi Inni di Akhenaton dedicati alla gloria del disco solare, anima i suoi vasti pannelli dove, una volta abbandonati gli stretti registri, in piccole scene discontinue saltellano gli animali e si affaccendano gli artigiani; comincia a organizzarsi un nuovo senso dello spazio e, al limite, una percezione visuale nuova. Non è il semplice episodio di una contesa contro i sacerdoti di Amon, ma una vera eresia e una nuova visione del mondo. La "rivoluzione" ha inizio nel-la stessa Tebe: nell'Est di Karnak, più vicino così alla nascita del suo dio-sole, il faraone Amenophis IV fa innalzare santuari costruiti in piccoli blocchi di grès - le ormai famose talatates, che sono state raccolte a decine di migliaia, e continuano a essere scoperte, nelle rovine di Tebe. Poi, divenuto Akhenaton, egli fonda nel Medio Egitto, in un luogo puro, una nuova città, Akhetaton, "l'orizzonte del disco"; l'odierna Tell el Amarna.
Bisognerebbe poter seguire le fasi del parossismo e i periodi di ritorno alla calma. Pur con le sue forme strane, le sue distorsioni anatomiche o surrealiste, il suo accademismo da incubo ma anche con la sua foga naturalistica, l'arte amarniana altro non è, nel cuore della civiltà faraonica, che un brevissimo episodio di pochi anni - seppure volontario: la scalpellatura del nome e delle immagini di Amon fu sistematica, spinta fino alle frontiere dell'impero, nei più lontani templi della Nubia e persino nelle cappelle degli ipogei.
La restaurazione fu altrettanto metodica e totale. Tutankhaton, divenuto Tutankhamon (1347-1338), restituì al dio dinastico di Karnak la sua potenza e i suoi beni. E se nella sua tomba, miracolosamente preservata, il nome di Aton permane su qualche oggetto, ormai il manierismo è solo un modo per ritornare verso il classicismo tradizionale. A Karnak ci si limita a rifare alcuni elementi mobili, fra cui le barche sacre, mentre le pareti del colonnato d'ingresso di Luxor sono decorate con i rilievi della bella festa dell'harem. La restaurazione prosegue sotto Horemheb (1333-1306). Quand'era ancora un generale si era fatto costruire una tomba a Saqqara. Celebre da molto tempo per splendidi frammenti dispersi nelle grandi collezioni, essa è stata del tutto scoperta solo in tempi più recenti: i suoi rilievi conservano il meglio delle lezioni di el Amarna; la libertà dei movimenti, pur ragionevolmente contenuta, si dispiega in una grande naturalezza di atteggiamenti: i prigionieri africani, per esempio, vi costituiscono una bella esemplificazione di tipologia esotica, asservita a un ben preciso programma di dominio.
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