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Pagina 2 di 2 Venendo a tempi relativamente più vicini è stato dimostrato che certe scene guerresche attribuite a Ramesses III e trovate a Karnak sono l'esatta copia di altre assai più antiche dovute a Ramesses II, così come il lungo elenco di offerte di Medinet Habu non è che una replica di quello del Ramesseum".
Ne questo tipo di "prestiti" si limitava ai monumenti regali. A Tebe le tombe di tre visir diversi contengono lo stesso identico discorso esortativo rivolto dal sovrano in occasione della loro nomina; non occorre far notare quanto sia poco probabile che faraoni diversi, sia pure a breve intervallo di tempo, abbiano usato proprio le medesime parole.
In certo modo gli scritti trovati nelle tombe dei nobili e di personaggi minori promossi a qualche speciale ufficio sono meno convenzionali e più illuminanti di quelli che si riferiscono alle attività regali del sovrano. Ma testi simili sono piuttosto rari; neppure una su venti delle mastabe dell'Antico Regno scoperte a Giza e Saqqara e delle tombe ad ipogeo di Tebe (XVIII dinastia) narra qualche evento della carriera del defunto. Pressoché invariata invece e la lunga serie di titoli onorifici; non è mai esistita una razza di mortali più bramosa del riconoscimento altrui e più facile a cedere alle lusinghe degli epiteti pomposi.
Con questo non intendiamo negare naturalmente che la maggior parte di questi tito1i non si riferisca a reali funzioni amministrative. Le iscrizioni autobiografiche trattano generalmente dell'esecuzione di ordini regali o delle onorificenze conferite dai vari monarchi; nelle più antiche ricorre sempre la medesima frase: Agii in modo che la Sua Maestà potesse compiacersi meco del mio operato. Più frequenti, tuttavia, sono le frasi convenzionali in cui si esaltano le virtù del defunto: Diedi pane agli affamati e vesti agli ignudi. oppure: Fui amato da mio padre, lodato da mia madre, e gentile verso i miei fratelli. Più tardi tali dichiarazioni assumono forme più elaborate da cui spirano ideali di generosità e bontà non dissimili, in sostanza, da quelli del cristianesimo... Se mi si domandasse dove si trova il miglior materiale storico, la risposta potrebbe sembrare una contraddizione in termini, perché è nei racconti di fantasia che gli scrittori egizi descrivono con maggior verità le condizioni di vita del tempo e danno sfogo ai propri sentimenti con una libertà impossibile in documenti il cui scopo principale è encomiastico".
Alan Gardiner (La civiltà egizia)
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