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| Hosni Mubarak - il faraone |
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Hosni Mubarak - Muhammad Hosni detto Mubarak Nato il: 4 maggio 1928 Luogo di nascita: Kafr-al Musailha, Al-Menoufiyah, Egitto Occupazione: Capo di stato dell'Egitto dal 1981 Moglie: Suzanne Thabet da cui ha avuto due figli: Alaa e Gamal Formazione univerisitaria: BA Military Sciences, Egyptian Military Academy (1948) - BA Aviation Sciences, Egyptian Air Force Academy Sito ufficiale: http://www.presidency.gov.eg/ Mubārak è nato il 4 maggio 1928 a Kafr el-Musilha, nel governatorato egiziano di al-Manūfiyya. Dopo aver completato le scuole superiori, entrò nell'Accademia Militare Egiziana, dove ricevette il diploma in Scienze Militari nel 1949. Nel 1950 entrò nell'Accademia Aeronautica e alla fine conseguì un Diploma in Scienze Aeronautiche e fu assegnato agli Squadroni Bombardieri. Parte del suo addestramento da pilota che egli completò fu da lui ricevuto nella Scuola sovietica di Addestramento Piloti di Frunze (attualmente Bishkek), nella Repubblica Sovietica del Kyrgyzstan. Nella sua progressione militare di comando fu dapprima pilota, quindi istruttore, comandante di Squadrone Aereo e comandante di Base Aeronautica. Nel 1964 fu nominato capo della Delegazione Militare Egiziana in URSS. Negli anni 1967-1972, durante la Guerra d'Attrito fra Egitto e Israele, voluta da Jamāl ‘Abd al-Nāsir, Mubārak fu nominato Direttore dell'Accademia Aeronautica e Capo di Stato Maggiore delle Forze Aeree Egiziane. Nel 1972 divenne Comandante delle Forze Aeree Egiziane e vice-Ministro della Guerra. Nell'ottobre 1973, in seguito alla "Guerra d'Ottobre", conosciuta anche come guerra del Kippur o guerra del Ramadan, Mubārak fu promosso al rango di Maresciallo dell'Aria. Nell'aprile 1975 fu nominato Vice-Presidente dell'Egitto e, nel 1978, fu scelto come Vice-Presidente del Partito Nazionale Democratico (NDP). A seguito dell'assassinio del Presidente Anwar al-Sādāt da parte di fondamentalisti nel 1981, Mubārak diventò Presidente della Repubblica Araba d'Egitto e Presidente del Partito Democratico Nazionale (NDP). Mubārak è sfuggito a non meno di sei tentativi di omicidio. Hosni Mubārak è sposato con Suzanne Mubārak e ha due figli: ‘Alā’ e Jamāl Mubārak. Il Presidente Mubārak è stato rieletto a grande maggioranza dei voti nei referendum elettorali per quattro volte: nel 1987, 1993, 1999 e 2005. I risultati di queste elezioni sono stati criticati dagli osservatori occidentali per le modalità in cui esse si sono svolte. Nessuno infatti ha partecipato in concorrenza col Presidente a causa delle restrizioni costituzionali adottate in un Paese in cui l'Assemblea del Popolo ( Majlis al-Sha‘b ), ossia il Parlamento monocamerale egiziano, gioca un ruolo assolutamente determinante nell'eleggere il Presidente della Repubblica. Tuttavia, nel febbraio 2005, Mubārak promulgò un emendamento costituzionale che permetteva ad altri partiti politici di concorrere alle elezioni contro il Presidente uscente. Come però era chiaro a tutti gli osservatori neutrali, Mubārak fu rieletto per la quarta volta. A seguito delle crescenti pressioni interne e internazionali, per l'avvio di riforme democratiche in Egitto, il 26 febbraio 2005 Mubārak chiese alla stampa a lui asservita e al Parlamento che egli teneva sotto stretto controllo che si emendasse la Costituzione per permettere un'elezione multi-partitica per il settembre successivo. Prima, però, Mubārak si garantì la propria posizione con la nomina ottenuta dal Parlamento, poi sanzionata senza opposizioni in un referendum. Il ballottaggio del settembre 2005 fu peraltro un'elezione con vari candidati più che un referendum vero e proprio, ma le istituzioni elettorali e l'apparato di controllo rimase sotto il controllo presidenziale. Gli strumenti di comunicazione di massa ufficiali, inclusi i tre quotidiani governativi e la televisione di Stato si espressero nell'identico modo a favore della linea politica descritta da Mubārak. In anni recenti tuttavia si è verificato un lento ma progressivo rafforzamento degli organi di comunicazione "liberi" ed è accaduto che giornali indipendenti abbiano criticato talora il Presidente e la sua famiglia, essendo ben nota la propensione di Mubārak a che suo figlio Jamāl possa a suo tempo succedergli. Il 28 luglio, Mubārak annunciò la sua candidatura, come ampiamente atteso da tutti. Per l'elezione prevista per il 7 settembre ci fu il consueto dispiegamento di mezzi statali per appoggiare la candidatura presidenziale. Osservatori neutrali hanno sottolineato inoltre come fossero migliaia i voti falsificati a favore di Mubārak, espressi da elettori che non si erano precedentemente registrati e che non avrebbero quindi potuto recarsi ai seggi. L'8 settembre il dott. Ayman Nur, il candidato del partito al-Ghad (Domani), contestò i risultati elettoriali e chiese la ripetizione delle elezioni. Il 9 settembre il Comitato Elettorale Egiziano, formato da numerosi giudici indipendenti rigettò la domanda di Ayman Nur che fu poco dopo arrestato. Un sondaggio organizzato dal Pew Research Center ha indicato che una stragrande maggioranza di Egiziani esprime fiducia nella leadership di Mubārak, con circa l' 86% degli intervistati compresi nella fascia di coloro che hanno indicato di avere "molta fiducia" o "abbastanza fiducia" nella leadership di Mubārak. L'Egitto è stato l'unico paese nella storia della Lega Araba a essere sospeso a causa della politica del Presidente al-Sādāt che firmò un Trattato di pace con Israele e che però fu riammesso nella Lega - otto anni dopo l'assassinio di Sādāt (6 ottobre 1981) - nel 1989, sotto la Presidenza Mubārak. La sede principale della Lega è stata ricollocata nel medesimo complesso di edifici al Cairo. [2] Tuttavia Mubārak cominciò a perdere sostegni a metà degli anni '90. La crisi economica dei primi degli anni '90 fu imponente. Secondo l' Indice che valuta l'attenzione garantita ai Diritti Umani, l'Egitto occupa il 119° posto su 177 nazioni e viene valutato con un indice di 0,659 su 1. Prima che Mubārak assumesse la Presidenza, il precedente Presidente egiziano Anwar al-Sādāt aveva ordinato a Papa Shenuda, il capo della Chiesa Ortodossa Copta di ritirarsi in esilio nel Monastero di S. Bishoi. In aggiunta, otto vescovi, 24 sacerdoti e molti altri eminenti personalità copte furono posti agli arresti. Sādāt rimpiazzò la gerarchia ecclesiastica con un Comitato di 5 vescovi e si riferì a Papa Shenuda come all'"ex-papa." Più di tre anni dopo l'assassinio di Sādāt nel 1981 e la salita al potere di Mubārak, il Presidente richiamò dall'esilio Papa Shenuda III d'Alessandria, il 2 gennaio 1985. Questi tornò al Cairo per celebrare la festività natalizia del 7 gennaio (secondo il calendario copto) e la folla che lo accolse fu valutata in più di 10.000 persone. I cristiani hanno goduto di diritti umani e religiosi relativamente migliori sotto Mubārak, con la loro festività del 7 gennaio riconociuta come festività nazionale nel 2002. |
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