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Il Sudan
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SUDAN: INTRODUZIONE

Sudan (nome ufficiale Al-Jumhūrīyat as-Sūdān, Repubblica del Sudan), stato dell’Africa nordorientale, confina a nord con l’Egitto, a ovest con la Libia, il Ciad e la Repubblica Centrafricana, a sud con la Repubblica democratica del Congo, l’Uganda e il Kenya, a est con l’Etiopia, l’Eritrea e il Mar Rosso. Ha una superficie di 2.505.800 km² e un’estensione costiera di 853 km. La capitale è Khartoum.

TERRITORIO DEL SUDAN

Il territorio del Sudan, il paese più vasto del continente africano, può essere suddiviso in tre regioni fisiche: a nord un’area desertica sahariana, che copre circa il 30% del paese, lascia il posto alla regione semiarida del Sahel, caratterizzata da steppe, e ai bassi rilievi nel centro del paese; a sud si estende un’ampia regione, il Sudd, occupata da paludi e foreste pluviali. I pochi altipiani si trovano lungo la costa (Red Sea Hills) e nell’area centroccidentale (monti Nubah); le vette più alte del paese sono il vulcano estinto Jabal Marrah (3.088 m), che domina la regione del Darfur nell’estremo ovest, e il Kinyeti, a sud, presso il confine ugandese (3.187 m).

Idrografia del Sudan
Con i suoi due rami che confluiscono a Khartoum, il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco, e i loro tributari, il Nilo caratterizza in modo determinante la morfologia del paese. Il Nilo Bianco scorre dall’unione del Bahr al-Jabal con il Bahr al-Ghazal fino alla confluenza con l’altro braccio, formando così il Nilo vero e proprio. Il Nilo Azzurro, il maggiore per portata di acque, nasce nell’altopiano etiopico e attraversa la parte centrorientale del paese. Tra gli affluenti del Nilo il più importante è l’Atbara, che nasce a sua volta nell’altopiano etiopico. Gran parte del territorio sudanese consiste di una piatta pianura.

Clima del Sudan
Il Sudan ha un clima tropicale continentale, con minime variazioni sulla costa dovute all’influsso climatico del Mar Rosso. Variazioni stagionali ed escursioni giornaliere sono estreme nelle zone desertiche, con temperature invernali che possono scendere a 4,4 °C e temperature estive che superano i 43,3 °C. Tempeste di sabbia, dette haboob, si verificano di frequente nei mesi più caldi prima delle piogge. Alte temperature e bassi tassi di umidità prevalgono anche al sud e nelle pianure centrali, causando siccità e carestie che hanno flagellato il paese; nell’estremo sud il clima equatoriale comporta al contrario eccessi di umidità e precipitazioni abbondanti.

Risorse naturali del Sudan
La principale risorsa naturale del paese è rappresentata dalle acque del Nilo che rendono fertili i terreni. Vaste aree coltivabili si estendono nella regione compresa tra il Nilo e il suo affluente Atbara a est, e nella zona compresa tra il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco, chiamata Gezira (arabo, “isola”), nel centro del paese. In quest’area, estensivamente irrigata, si coltiva principalmente il cotone. Altrettanto vaste sono anche le aree coperte da foreste di acacia, presenti soprattutto nel Sahel, da una varietà della quale si ottiene la gomma arabica. Il Sudan possiede inoltre piccoli giacimenti di minerali, tra i quali cromo, rame e minerali ferrosi. Il petrolio è stato scoperto nella regione sudoccidentale agli inizi degli anni Ottanta.

Flora e fauna del Sudan
La vegetazione, scarsa nelle aree desertiche, copre le regioni centrali e le valli fluviali con estese foreste equatoriali sui rilievi. Abbondano vari tipi di acacia, baobab, mogano, ebano e altre varietà di legname pregiato; molto diffusi sono anche il papiro, il ricino e il ficus. Le foreste occupano il 25,9% (2000) della superficie territoriale.

La fauna abita le pianure e le regioni equatoriali, con abbondanza di mammiferi, come la giraffa, il leopardo, la gazzella; di scimmie, tra cui il babbuino; di rettili, alcuni dei quali velenosi; e di uccelli, molti dei quali trovano nel Nilo un punto di sosta nelle loro migrazioni. Un tempo nelle foreste meridionali erano diffusi gli elefanti, decimati ora dalla guerra civile. I corsi fluviali sono il regno dell’ippopotamo e del coccodrillo. La fascia equatoriale è infestata da insetti, tra cui la temibile mosca tse-tse, e nella maggior parte del territorio abbondano zanzare portatrici di malaria.

Problemi e tutela dell’ambiente sudanese
Tra i principali problemi ambientali del Sudan vi è la carenza di acqua pulita; il 69% (2002) della popolazione dispone di un rifornimento sicuro di acqua potabile. Il Sudan subisce periodiche carestie causate dalla siccità e aggravate dai numerosi conflitti civili tuttora in corso.

La popolazione del Sudan cresce a un tasso del 2,60% (2005) annuo e l’espansione degli insediamenti umani minaccia le foreste del paese. I combustibili tradizionali come la legna forniscono il 75,1% (1997) dell’approvvigionamento energetico del Sudan e la domanda di carbone di legna ha comportato l’abbattimento di molte foreste sudanesi. La deforestazione, l’eccessivo sfruttamento dei pascoli e le scarse pratiche di gestione del territorio accelerano il processo di desertificazione, mentre il Sahara invade terreno precedentemente coltivabile e coperto di boschi.

Il governo ha designato come aree protette il 4,9% (2003) del suo territorio, anche se il bracconaggio minaccia le popolazioni di animali in tutto il paese.

Il Sudan ha ratificato accordi internazionali a tutela della biodiversità, delle specie in via d’estinzione e dell’ozonosfera, e ha firmato trattati che limitano gli esperimenti nucleari. Il paese ha aderito alla Convenzione sui Siti Patrimonio dell’Umanità (World Heritage Sites) e alla Convenzione Africana sulla Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali. Il Sudan partecipa anche al Programma dell’UNESCO sull’Uomo e la Biosfera.

POPOLAZIONE DEL SUDAN

Nel 2005 la popolazione dello stato era di 40.187.486 abitanti, con una densità media di 17 unità per km². Le aree più popolate si trovano nel centro del paese dove è situata Khartoum, la capitale; altri insediamenti importanti sono distribuiti lungo le rive del Nilo Azzurro e del Nilo Bianco. La popolazione urbana è il 39% (2003) del totale. I disordini e la guerra civile hanno profondamente minato la struttura tradizionale della distribuzione etnica; molti di coloro che popolavano le aree meridionali del paese sono emigrati altrove, migliaia sono morti a causa della guerra e delle carestie, e centinaia di migliaia sono rifugiati in paesi confinanti o in accampamenti nelle regioni settentrionali.

Caratteristiche demografiche del Sudan
La popolazione del Sudan settentrionale è in prevalenza di discendenza nubiana e arabo-africana, ed è divisa in numerose tribù che parlano dialetti diversi, ma sono unite dalla comune cultura musulmana. Altri gruppi etnici al nord sono i begia, i jamala e i nuba. Nel sud predominano genti nilotiche, tra cui si annoverano i dinka, i nuer, gli shilluk e gli asandé più a est. Circa il 70% della popolazione attiva è occupato nell’agricoltura e nella pastorizia.

Lingua e religione del Sudan
Lingua ufficiale e più diffusa è l’arabo, anche se viene comunemente parlato l’inglese, oltre a numerosi idiomi indigeni. La maggioranza degli abitanti (73%) è di fede musulmana; nelle regioni meridionali vengono praticati riti animisti (17%) ed è presente una consistente minoranza di cristiani cattolici. La popolazione del nord è in prevalenza musulmana sunnita, una forma di islamismo fortemente influenzata dalle religioni tradizionali, preislamiche.

Istruzione e cultura in Sudan
L’istruzione è gratuita e obbligatoria dai 7 ai 12 anni; molti studenti nel nord del paese frequentano scuole coraniche. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta resta comunque piuttosto basso e si attesta al 63,2% (2005). Tra gli istituti universitari vi sono l’Università di Khartoum (1956) e l’Università islamica di Omdurman (1912).

DIVISIONI AMMINISTRATIVE E CITTÀ PRINCIPALI DEL SUDAN

In base a un piano di riorganizzazione del 1991, è stato istituito un sistema federale composto di nove stati, in sostituzione delle sei regioni autonome, amministrati da un governatore assistito da un gabinetto. Gli stati sono suddivisi in 66 province e 218 distretti. Nel 1994 il paese è stato nuovamente suddiviso in 26 stati con più estesi poteri legislativi ed esecutivi.

Città principale e centro commerciale è Khartoum, la capitale, che forma una conurbazione (intorno alla confluenza del Nilo) con la capitale precoloniale di Omdurman e con il centro industriale di Khartoum Nord. Altri centri importanti sono Port Sudan, principale centro portuale sul Mar Rosso; Wad Medani, maggior centro della Gezira; El-Obeid, città principale del Sudan centrale; Kassala, centro delle popolazioni beja; Atbara, importante nodo ferroviario e Kusti, attivo porto fluviale sul Nilo Bianco.

ECONOMIA DEL SUDAN

Il prodotto interno lordo del Sudan nel 2003 era di 17.793 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 530 dollari. Nei primi anni Novanta la siccità e la guerra civile hanno gravemente minato gli sforzi di crescita economica del paese e la carestia resta una minaccia costante. Nel 1992 il governo sudanese iniziò i primi colloqui con il Fondo monetario internazionale per avviare un programma che aiutasse il Sudan a estinguere l'ingentissimo debito estero, e introdusse alcune riforme economiche.

Agricoltura del Sudan
Risorse principali del paese, l’agricoltura e la pastorizia occupano il 70% (1990) della popolazione attiva; a causa delle condizioni climatiche solo il 5% del territorio è arativo; stagionalmente vaste zone sono tenute a pascolo. I prodotti principali sono sorgo, miglio, frumento, riso, sesamo, patate, fagioli, banane, canna da zucchero e arachidi. Il cotone è coltivato soprattutto nella regione di Gezira, tra i due rami del Nilo. Ingente è il patrimonio zootecnico composto da bovini, ovini, caprini, cammelli e pollame. Il settore primario contribuisce per il 39,2% (2002) alla formazione del PIL.

Le risorse forestali forniscono in abbondanza gomma arabica, voce rilevante delle esportazioni, oltre a cera d’api, tannino, senna e legname, soprattutto mogano. La pesca viene praticata nelle acque dei fiumi e sulla costa.

Risorse minerarie e industria
Le risorse minerarie sono poco sfruttate. Vengono estratti in modeste quantità cromo, manganese, mica, oro, magnesite, salgemma e petrolio.

L’industria sudanese è ancora ai primi stadi di sviluppo, in gran parte incentrata sulla trasformazione dei prodotti agricoli. Negli ultimi decenni sono sorti cotonifici, cartiere, zuccherifici, cementifici e manifatture tessili, oltre a una raffineria di petrolio. Nel 1990 occupava il 9% della forza lavoro, fornendo il 18,3% (2002) del PIL. 5.3 Commercio e finanza Circa la metà dei proventi delle esportazioni deriva dalla vendita di fibre e semi di cotone e dei suoi derivati. Il Sudan esporta inoltre gomma arabica, arachidi e semi di sesamo, mentre vengono importati nel paese macchinari, prodotti petroliferi e tessili. Le importazioni includono macchinari, mezzi di trasporto, derivati del petrolio, prodotti industriali e tessili. Nel 2002 il valore totale delle esportazioni fu di 1.617 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per 2.493 milioni di dollari. I maggiori partner commerciali sono l’Arabia Saudita, il Regno Unito, la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti, l’Italia e i Paesi Bassi.

L’unità monetaria è il dinaro sudanese, che nel 1992 ha sostituito la sterlina sudanese. La banca di emissione è la Banca del Sudan, fondata nel 1960; tutti gli istituti bancari furono nazionalizzati nel 1970, ma nel 1976 alle banche straniere fu nuovamente concesso di operare. L’applicazione della legislazione islamica (shariah) dal 1° gennaio 1991 pose fine all’imposizione di interessi per le transazioni bancarie. La prima Borsa del paese fu inaugurata nel 1995.

Trasporti e vie di comunicazione del Sudan

La rete ferroviaria in Sudan è di 4.578 km e collega i centri principali. I corsi d’acqua navigabili ammontano a 4.080 km, mentre la rete stradale è di 11.900 km (solo il 36% asfaltato), anche se diventa in gran parte intransitabile nel periodo delle piogge. Un’autostrada asfaltata collega Khartoum a Port Sudan. La compagnia aerea nazionale, la Sudan Airways, è di proprietà statale ed effettua voli interni e internazionali.



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