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Cartigli in oro massiccio: Hatshepsowe e Tuthmosis III |
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Importante ritrovamento, destinato ad apportare novità sostanziali allo studio sulla regina Hatshepsut (forse la prima donna-faraone, sul trono per 22 anni nel XV secolo a. C.), è trapelato dalle stanze del Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto: all’interno dell’imponente complesso templare di Karnak (a Luxor), proprio in prossimità dell’obelisco dedicato alla celebre regina, sono venuti alla luce cartigli in oro massiccio, che riportano, uniti, i nomi di Hatshepsut e di Tuthmosis III, suo successore.
I reperti appaiono ancora ben conservati e si sono presentati in numero di 18 (due piccoli tesoretti di 9 oggetti ciascuno); prontamente ripuliti e restaurati dalla missione franco-egiziana, che li ha recuperati, sono ora prossimi a trovare una collocazione in un adeguato spazio espositivo nel sempre più ricco Museo Egizio di Luxor.
L’associazione dei nomi dei due sovrani, in precedenza assai rara, a testimoniare la presunta “damnatio memoriae”, a cui Tuthmopsis III sottomise la matrigna dopo esserle succeduto, è certamente destinata a far riflettere sulla reale consistenza e veridicità storica di una simile operazione di condanna. Zahi Hawass, Direttore del Consiglio Supremo delle Antichità al Cairo, ha immediatamente fatto rilevare come simili manufatti, per il loro contenuto e per la loro ubicazione, dimostrerebbero che il famoso obelisco nel cuore del tempio di Karnak è stato fatto edificare da entrambi i sovrani (probabilmente Hatshepsut l’ha iniziato e il suo successore l’ha completato); e che quindi Tuthmosis III non avrebbe cercato di occultare il monumento con muri appositamente eretti, nel tentativo di cancellare ogni traccia di chi lo aveva preceduto.
Per Hawass, e per molti suoi colleghi, la già dubbia condanna del figliastro verso la matrigna e il suo operato sarebbe, alla luce della recente e in questo senso decisiva scoperta dei 18 cartigli con i loro nomi, da ridimensionare fortemente. [...]
Fonte: il sole 24 ore
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