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Fantarcheologia e mistero intorno alla Kings Valley 63 Stampa E-mail
ImageOttimo articolo apparso il 13 nov. sul "il Sole 24 ore" dell'archeologo Aristide Malnati. Da non perdere!
Un giallo dai risvolti poco chiari si è snodato negli ultimi mesi nella Valle dei Re (Egitto), dal tempo dei faraoni teatro di intrighi scandalosi.
la valle dei Re
la valle dei Re
La vicenda, che investe i vertici dell'Egittologia mondiale, si è concentrata attorno alla tomba "Kings Valley 63", rinvenuta nello scorso febbrai (la prima dopo quella di Tut Ankh Amon, distante pochi metri) ed attribuita con il solito calcolato effetto mediatico prima a Nefertiti, poi ad Ankh Esen Amon, moglie del faraone-bambino, quindi a Kyia, madre di Tut, e infine ritenuta deposito per strumenti per l'eviscerazione e l'imbalsamazione delle mummie.


Otto Schaden
Otto Schaden
La sepoltura ufficialmente è stata trovata dall'équipe dell'Università di Memphis, diretta da Otto Schaden, fraterno amico di Zahi Hawass, a sua volta onnipotente Direttore del Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto. Schaden nei mesi successivi al ritrovamento ha esplorata il nuovo ambiente funerario con un impeccabile scavo sistematico e presto presenterà i risultati del suo eccellente lavoro.
La nuova sepoltura, subito 'benedetta' con enfasi dal mondo accademico, è stata oggetto del consueto, ennesimo sfruttamento massmediatico in chiave "fantarcheologia hollywoodiana", con gli archeologi, da sempre schivi e restii a propagande esagerate e screditanti, in questo caso invece protagonisti assoluti e gestori della promozione catodica e filmografia di Kv 63:: Discovery Channel ne ha ricavato un documentario (trasmesso il 9 luglio), pagando migliaia di dollari per i diritti.

Zahi Hawass
Zahi Hawass
Ma il bello viene adesso! Ed è cosa conosciuta da pochi e solo sussurrata negli ambienti egittologici, almeno in Italia, dove il rispetto ossequioso e la sudditanza codina verso chi è potente raggiunge, anche nella ricerca, livelli allarmanti (in America la questione è stata già abbondantemente ripresa dallo USAToday e in Francia dalla rivista Toutankhamon magazine). Uno studioso britannico, Nicholas Reeves, che da anni fa il monitoraggio radar della Valle dei Re, ha asserito (mostrando inequivocabili spettri-radar) di aver identificato la sepoltura già nel 2000; e di averlo detto ad Hawass, chiedendogli il permesso di scavo proprio nel punto della futura KV 63.
Il permesso ovviamente non gli è stato accordato e nel 2002 Reeves è stato espulso dall'Egitto per due anni con la classica e consueta accusa - rivelatasi poi infondata - di aver trafugato beni archeologici. Arriviamo nel 2006 e arriviamo a Otto Schaden, Direttore degli scavi per conto dell'Università di Memphis (con un budget di centinaia di migliaia di dollari all'anno!), che per magia scopre quasi come un rabdomante la nuova tomba. Reeves dal canto suo, pressato dai giornalisti e dai colleghi a parlare, ha prudentemente (quanto liberamente?) ammesso di aver fatto sì monitoraggi, ma ha attribuito l'intera paternità della scoperta all'équipe di Schaden. Però il giallo assume contorni sempre più intricati: Reeves ha appena annunciato che nelle vicinanze di KV 63 il radar avrebbe rivelato la presenza di un altro spazio vuoto (l'eventuale Kings Valley 64); la risposta di Hawass non si è fatta attendere: Reeves cerca solo di farsi pubblicità e non va preso in considerazione. Intanto però ha preteso dall'archeologo inglese tutta la documentazione radar in merito alla localizzazione dell'eventuale nuova sepoltura; Vogliamo scommettere che tra poco qualcuno, magari ben fornito di dollari, scoprirà "casualmente" un nuovo ambiente funerario?
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