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La più antica fabbrica di vetro in Egitto Stampa E-mail
Una curiosa e importante scoperta ad Amarna (tra Il Cairo e Luxor) ci fa conoscere nuovi e vivaci elementi della vita quotidiana nell'Egitto delle corti faraoniche, ma anche della gente comune.

Amarna (zoom)
Amarna (zoom)
Un'équipe di ricercatori dell'Università di Cardiff (Gran Bretagna), guidata dall'archeologo Paul Nicholson, ha riportato alla luce i resti di un'antica fornace, in cui veniva fabbricato materiale vitreo; e, combinando i recenti dati archeologici con le informazioni storiche già note, ha appurato che il vetro ottenuto era utilizzato per monili, amuleti, oggetti preziosi, o parti consistenti di manufatti di uso quotidiano. Ma c'è di più: gli archeologi britannici hanno datato grazie al contesto stratigrafico l'antica officina, dove la sabbia veniva scaldata e soffiata, e hanno potuto stabilire che essa venne costruita e utilizzata durante il regno del faraone eretico Akhenaton (conosciuto anche come Amenophis IV, sul trono attorno al 1350 a. C. per circa 15 anni). Ebbene a fianco di Akhenaton nella prima parte del lungo regno sedette la bellissima Nefertiti, che gli diede sei figlie e che condivise e sostenne il progetto politico e religioso dello sposo. La coppia regale costituì il primo esempio di monoteismo, abbandonando il pantheon di divinità tebane (Tebe, precedente capitale fu sostituita appunto da Amarna, 300 km più a nord): i due adoravano il disco dell'Aton, divinità solare e generatrice del creato.

Amarna (zoom)
Amarna (zoom)
Ecco che allora la fantasia dell'appassionato di antico Egitto, sostanziata da precisi dati archeologici nel proprio tentativo di ricostruire a tinte forti e concrete lo scenario della splendida corte di Akhenaton e Nefertiti, si lancia ad immaginare che la fornace appena trovata abbia anche potuto produrre gioielli raffinati, che adornarono la bellissima regina: magari le collane poste attorno al suo esile e sensuale collo o bracciali destinati alle braccia affusolate avevano elementi in vetro, prodotti nella vetreria appena riportata alla luce: niente di più verosimile.

I ricercatori inglesi, comparando il rinvenimento con analoghe strutture dell'Antico Vicino Oriente già scavate, hanno scoperto che la fornace di Amarna è la più antica mai ritrovata. Questo elemento permette di rettificare una convinzione inveterata tra gli antichisti, secondo cui gli egizi avrebbero per lungo tempo importato dai Paesi della mezzaluna fertile oggetti in vetro. Al contrario, alla luce del ritrovamento di Amarna, si capisce che proprio in riva al Nilo venne inventata e perfezionata la tecnica di fabbricazione del vetro e che la si applicò ad ogni settore della vita di tutti i giorni. Ad iniziare dalla religione: abbondanti e di dimensioni anche notevoli sono infatti gli amuleti vitrei che dal Nuovo Regno (II metà II millennio a. C.) arricchivano il corredo funebre di defunti di ogni classe sociale o popolavano le nicchie dei numerosi templi fatti erigere dai faraoni. In precedenza erano per lo più diffusi statuette in terracotta, legno, alabastro e anche in faenza blu, che comunque si mantennero in uso anche dopo l'avvento del vetro. Emerge una volta di più il ruolo decisivo giocato da Akhenaton, che non diede vita a un sistema chiuso e isolato dal resto del mondo antico; ma che fu capace di dialogare e di confrontarsi con le regioni più remote del proprio regno e che con tecniche all'avanguardia inventò nuovi manufatti e li esportò ovunque, aumentando il benessere dei propri sudditi e promuovendo una vita di corte tutt'altro che oscurantista.

Articolo dell'egittolo e archeologo Aristide Malnati (il Sole 24 Ore)
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