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Come gli italiani vedono gli arabi |
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ROMA gen.06 - I rapporti tra occidentali e musulmani non stanno conoscendo una fase tranquilla. I musulmani a noi più vicini sono gli arabi e di essi si è occupata un’indagine a campione condotta nel giugno, i cui risultati sono stati resi noti l’11-12 luglio 2005 nel secondo Laboratorio euro-mediterraneo organizzato dalla Camera di Commercio di Milano (www.euro-mediterraneo.it; www.mi.camcom.it).
Non sono tanti quelli che visitano i paesi arabi del Mediterraneo (13% degli intervistati e per giunta in diminuzione): con i milanesi va pure peggio. I paesi più gettonati sono l’Egitto (5%) e la Tunisia (4%): basti ricordare che tra gli 8 milioni di turisti che annualmente vanno in Egitto, gli italiani sono 1 milione, dei quali 700.000 a Sharm El Sheik dove a fine luglio 2005 è stato compiuto l’attentato terroristico. I due terzi delle persone che si spostano in quei paesi avevano già un’impressione positiva che mantengono: alla schiera di chi vede positivo si aggiunge, dopo la visita, un ulteriore 17,7% di italiani.
Per circa un terzo degli intervistati gli immigrati dei paesi arabi dovrebbero adeguarsi; per poco meno dei due terzi è giusto che mantengano le loro tradizioni: quello che s’intende così esprimere si capisce di più dalle risposte seguenti.
I simboli religiosi vanni tollerati per il 69% degli intervistati, tutti i simboli naturalmente e non solo quelli cattolici o quelli musulmani; vi è, invece, chi, alla francese, li toglierebbe tutti. Quasi la stessa percentuale (72,9%) è favorevole alla formazione di coppie miste. In queste risposte, aumentate del 10% nel corso di un anno, a prevalere sono quelli molto favorevoli. E però quasi un quinto del campione è composto da irriducibili, divisi a metà tra poco o per nulla favorevoli, mentre una ridotta frangia preferisce non pronunciarsi. Quasi la stessa consistenza ha chi è abbastanza o molto favorevole all’apertura di una moschea nella sua città (61,4%, ma più di 10 punti in più rispetto l’anno precedente), motivata come disponibilità verso le altre religioni nell’ottica di una reciproca integrazione e anche nell’ottica di spingere i paesi di origine alla reciprocità.
Il 12% degli intervistati ha maggiore diffidenza nei confronti degli immigrati rispetto a giugno del 2004 e il 14,4% pensa che gli immigrati possano influire negativamente nella propria città e, aspetto di maggior rilievo ma comprensibile alla luce delle notizie dall’Iraq, dei fatti terroristici in Spagna e così via, il 35% si sente meno sicuro di prima. L’ultima domanda riassume così il rapporto tra italiani e mondo arabo: il 58,4% si sente persona appartenente all’area del Mediterraneo, il 21% più vicino allo stampo del Nord Europa, il 15,4% si sente in una via di mezzo, il 5,1 % non risponde. A Milano le proporzioni sono diverse: il 32% è per il Nord Europa e il 21% per una via di mezzo e solo il 42,0% per il Mediterraneo.
A commento delle risposte date si può dire che per la convivenza con i musulmani sussiste una base solida e promettente per il futuro, a condizione che vengano sciolti i problemi di fondo.
Fonte: Franco Pittau-Inform
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