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Egitto: Al Zahar vuole le scuse |
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IL CAIRO - L'ottimismo delle reazioni in Italia all'incontro oggi a Castel Gandolfo tra il Papa e gli inviati di 22 Paesi musulmani non è condiviso in Egitto, dove la massima autorità del mondo sunnita al Azhar e i Fratelli musulmani insistono con chiedere delle "scuse chiare" sulle dichiarazioni considerate offensive per l'islam, fatte due settimane fa in una lectio magistralis di Benedetto XVI in Germania. "Tutto quello che ha detto non sono le scuse chiare che al Azhar ha chiesto - ha detto all'Ansa il portavoce dell'Istituzione Osama Hassan - E' solo un modo di aggirare le dichiarazioni (precedenti) per placare la rabbia".
Il dialogo, a cui ha nuovamente fatto appello il Papa nell'incontro a Castel Gandolfo trasmesso in diretta dalla televisione al Jazira, "potrà avere luogo solo dopo le scuse ai musulmani", ha aggiunto il portavoce. Mohamed Habib, il numero due dei Fratelli musulmani, la confraternita che è forte in tutta la regione, ha affermato all'Ansa che il "Papa deve avere il coraggio e l'audacia di riconoscere il suo errore sull'islam e su Maometto". Benedetto XVI deve "fare delle scuse chiare o cancellare dal suo discorso (a Ratisbona) i riferimenti offensivi... non deve aggirare la questione".
In una lectio magistralis a Ratisbona, in Germania, il 12 settembre, il Papa ha citato un imperatore bizantino del 14/o secolo, Manuele II Paleologo, secondo il quale l'islam non ha portato altro che cattiveria e disumanità, e il proselitismo a colpi di spada. In seguito il Papa ha detto di essere stato frainteso e ha precisato che le parole dell'imperatore non corrispondono al suo pensiero.
"Non ci può essere nessun dialogo senza scuse", dice anche Mohamed Selim el Alwa, segretario generale dell'Unione nazionale degli ulema. Ma in un'intervista al settimanale al Arabi, organo del partito d'opposizione nasseriano, la massima autorità sunnita lo sheikh di al Azhar Mohamed Sayed Tantawi ha detto che il dialogo con il Vaticano continuerà, anche se Benedetto XVI ha rivelato "ignoranza sull'islam".
Al contrario di quanto dichiarato dagli inviati presenti oggi a Castel Gandolfo, secondo Diaa Rashwan, del Centro di studi strategici di al Ahram, l'incontro ha ulteriormente complicato le cose, perché ha spostato il problema su un livello diplomatico. "Abbiamo tutti seguito con attenzione quello che ha detto - aggiunge Rashwan - sperando che ne sarebbe sortito un qualcosa per soddisfare i popoli rappresentati da quegli ambasciatori... ma non si è neanche scusato per l'errore storico che ha fatto".
"Scuse chiare" sono state chieste anche dal ministro per gli Affari religiosi Mahmoud Hamdi Zakzouk, in un incontro sabato con una delegazione del Vaticano guidata dal nunzio apostolico in Egitto, monsignor Michael Fitzgerald, uno dei massimi esperti di dialogo interreligioso del Vaticano. L'arcivescovo, che fino a sei mesi fa era presidente del pontificio dialogo interreligioso, era accompagnato da una delegazione di vescovi tra cui monsignor Hanna Golta, vescovo copto ausiliare della diocesi di Alessandria. Mons. Golta, riferisce la stampa egiziana, ha proposto che Benedetto XVI tenga una lezione sul dialogo tra le fedi all'università di al Azhar.
"Delle chiare scuse del Papa potrebbero rendere possibile una simile visita", ha detto Zakzouk, citato dal quotidiano governativo al Ahram. Ma gli osservatori al Cairo ritengono che, malgrado le molte parole di sdegno, la crisi si sgonfierà da sola, come quella a inizio anno per le vignette su Maometto ritenute offensive. "Personalmente penso che tutto l'approccio sia stato assurdo", dice Hani Shukrallah, del Centro di Studi strategici di al Ahram, che si lamenta di come non ci sia stata da parte islamica nessuna risposta "accademica", ma solo insulti. "Non mi piace quello che ha detto il Papa, ha fatto un errore, ma la questione ora deve essere chiusa e bisogna guardare avanti a un dialogo vero", aggiunge.
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