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Nasceva oggi Giuseppe Ungaretti
Era il 1888 e Alessandria d’Egitto dava i natali al poeta delle emozioni forti e della rottura della metrica tradizionale.

Roma, 10 feb. (Adnkronos/Ign) - Nasceva oggi nel 1888, ad Alessandria d’Egitto, il poeta Giuseppe Ungaretti (nella foto). Figlio di Antonio Ungaretti e Maria Lunardini, all’età di due anni rimase orfano del padre, che lavorava come sterratore presso il canale di Suez. La madre Maria si dovette così occupare dei figli, Giuseppe e il fratello Costantino, otto anni più grande.

La sua istruzione scolastica iniziò in un collegio di religiosi, l'Istituto don Bosco, e proseguì all'Ecole Suisse Jacot per gli studi liceali. Nel 1912, a 24 anni, Ungaretti lasciò l'Egitto con l'intenzione di studiare diritto in Europa. Arrivò a Brindisi e, per la prima volta, scoprì l'Italia di cui aveva sempre sentito parlare. Accolto a Firenze dai suoi amici de ‘La Voce’, partì poco dopo alla volta di Parigi con una lettera di presentazione del direttore della rivista Prezzolini per gli ambienti culturali della capitale francese. E a Parigi si iscrisse alla Facoltà di Lettere della Sorbona.

Prima della Grande Guerra, Parigi era la capitale della cultura europea. Proprio dalle colonne di 'Le Figaro', Filippo Tommaso Marinetti aveva lanciato l'idea di una rivoluzione futurista e i caffè erano il luogo migliore per entrare in contatto con la cultura moderna, non accademica e slegata dai giochi di potere culturale dell’università. Ungaretti li frequentò assiduamente, conoscendo alcuni dei rappresentanti della cultura del tempo tra cui Apollinaire, con cui strinse amicizia.

Nel 1914 tornò in Italia. In Europa era già scoppiata la Prima Guerra Mondiale e l'opinione pubblica del nostro Paese era divisa tra ‘neutralità e intervento’. Ungaretti credeva nella guerra e partecipò alla campagna degli interventisti. Del 1920 è poi il matrimonio con Jeanne Dupoix, dalla quale ebbe due figli, Ninon nel 1925 e Antonietto nel 1930. Gli anni Venti segnano inoltre il trasferimento a Roma, la piena adesione al fascismo (Mussolini scrisse addirittura la prefazione alla ristampa del 1923 de 'Il porto sepolto') e il riavvicinamento alla fede, fino alla conversione del 1928.

Nel 1933, dopo essere stato inviato speciale per 'La Gazzetta del popolo' tra Egitto, Corsica, Olanda e Italia meridionale, per il poeta arriva la fama e, di conseguenza, l'invito ad accettare la cattedra di letteratura italiana presso l'Università di San Paolo in Brasile.

Il 1939 è un anno segnato da un tragico avvenimento: la morte del secondogenito a soli nove anni a causa di un'appendicite curata male. Poi scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e, quando nel 1940 l’Italia entrò nel conflitto, un paio di anni dopo il Brasile si schierò contro l'Asse Roma-Berlino. La famiglia Ungaretti fu così costretta a scegliere tra l’internamento in un campo di concentramento e il ritorno. Nel 1942 Ungaretti tornò a Roma e fu nominato titolare della cattedra di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l'università La Sapienza, senza concorso ma “per chiara fama”.

Costretto a prendere atto dell'orrore della sistematica deportazione in Germania di ebrei e dissidenti e della distruzione del sogno fascista, perso il ruolo di poeta 'ufficiale' e sospeso dalla cattedra universitaria, Ungaretti viene colpito da un primo infarto.

Nel 1964 andò poi negli Stati Uniti e tenne un ciclo di lezioni presso la Columbia University. Nel 1969 uscì l’edizione completa delle sue poesie 'Vita d'un uomo: tutte le poesie', a cura di Leone Piccioni. Nel 1970, nel corso di un altro viaggio negli Stati Uniti, si ammalò. Tornato in Italia per curarsi, morì a Milano tra l'1 e il 2 giugno 1970.

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