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Rivolte del pane in Egitto |
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La crisi mondiale legata all’impennata dei prezzi dei cereali ha investito con particolare violenza l’Egitto, dove le lunghe file per il pane, gli incidenti, e le proteste scoppiate in tutto il paese, hanno riportato alla mente il ricordo della “rivolta del pane” del 1977.
Ai fattori legati all’andamento dell’economia mondiale, in Egitto si sommano fattori locali dovuti alle scelte economiche del governo ed al clima politico che sta attraversando il paese.
Il paradosso egiziano può essere esemplificato nella maniera seguente: in un paese che vanta ultimamente un tasso di crescita del 7 % annuo, circa metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà, e non riesce a far fronte agli spaventosi aumenti dei prezzi dei generi di prima necessità.
Alle difficoltà economiche ed alle tensioni sociali, che si sono tradotte in scioperi e manifestazioni in molte zone del paese, bisogna aggiungere un panorama politico che sembra privo di orizzonti e di alternative, come hanno confermato le elezioni locali appena svoltesi.
E’ su questi aspetti che si soffermano i commentatori di gran parte della stampa locale ed internazionale, molti dei quali sottolineano le scarse possibilità di registrare un’evoluzione positiva nella politica egiziana, dove ad un partito di governo che sembra assolutamente poco disposto a fare concessioni democratiche, fa da contraltare un’opposizione che appare disorientata, e non in grado di mobilitare l’opinione pubblica del paese.
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