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Possibile disastro naturale in Egitto Stampa E-mail
L’innalzamento del livello dei mari dovuto all’effetto serra rischia di creare nuove emergenze nel Mediterraneo Orientale. Fortemente a rischio sono la città di Alessandria ed il Delta del Nilo in Egitto, e la falda acquifera costiera della Striscia di Gaza che, a causa delle crescenti infiltrazioni di acqua marina, rischia di diventare inutilizzabile rendendo praticamente inabitabile la Striscia di Gaza.

L’Egitto potrebbe essere colpito da un disastro naturale di proporzioni bibliche, ammoniscono gli esperti. Sebbene diversi scenari siano stati presi in esame dagli scienziati, due cose appaiono certe: Alessandria, la seconda città per estensione che si affaccia sul Mediterraneo, rischia di scomparire, ed anni difficili attendono il Nordafrica.

“Molte delle città e delle aree urbane nel nord del Delta del Nilo soffriranno di un innalzamento del livello del Mediterraneo che avrà effetti significativi a partire dal 2020. Circa il 15 % delle terre del Delta sono minacciate dall’innalzamento del livello del mare e dall’infiltrazione dell’acqua marina nelle acque terrestri”, ha riferito il ministro egiziano dell’ambiente George Maged ad una commissione parlamentare all’inizio di marzo.

Egli ha affermato che studi congiunti condotti dal suo ministero e dalle Nazioni Unite hanno stabilito che la situazione è urgente, aggiungendo che l’Egitto sta pianificando di dare inizio ad una campagna internazionale per cercare delle soluzioni.

Il ministro egiziano è stato troppo precipitoso nell’affermare che in meno di 15 anni una larga porzione della regione del Delta sarà sommersa?

“Certamente è un’esagerazione”, ha affermato Mostapha Saleh, direttore dell’Environmental Quality International (EQI) in Egitto. Saleh ritiene che la situazione che si trova ad affrontare l’Egitto meriti attenzione, ma in base ai dati in suo possesso “se il livello del mare sale di 1 metro, ciò porterà le acque nell’interno per 60-70 Km, dunque non necessariamente una grande porzione del Delta”.

Secondo Muhammad al-Raey, un professore di studi ambientali presso l’Università di Alessandria, la minaccia alla regione del Delta – una piana alluvionale che si trova mediamente a soli 2,5 metri sul livello del mare – deve essere tenuta sotto stretto controllo.

Recentemente, egli ha scritto sul settimanale “al-Ahram Weekly” che i cambiamenti climatici potrebbero portare ad “una maggiore frequenza e potenza delle tempeste di sabbia, ed a periodi più lunghi di siccità seguiti da alluvioni più violente. Ci si attende che ciò porterà a problemi di salute pubblica, inclusa la diffusione di epidemie, soprattutto nelle regioni più povere”.

Un rapporto del 2004 condotto dall’Organization for Economic Cooperation and Development (OECD) conferma le asserzioni di Raey. Egli sostiene che il Mediterraneo sta già sommergendo alcune parti del litorale dell’Egitto settentrionale, essendosi sollevato ad una media di 2 millimetri all’anno nell’ultimo decennio.

Generalmente gli scienziati prevedono che il livello del Mediterraneo si innalzerà da 30 centimetri a 1 metro al più tardi entro la fine del secolo. Basterebbe un innalzamento di 1 metro per sommergere parzialmente Alessandria.

Il governo locale sta spendendo 300 milioni di dollari per costruire muri che dovrebbero proteggere le spiagge della città. In alcune aree è stata scaricata sabbia di riporto per ricostituire le spiagge deteriorate.

Hussein al-Atfy, il vicedirettore del ministero delle risorse idriche e dell’irrigazione, ha dichiarato che l’Egitto sta cercando di proteggere le sue spiagge, ma che lo sforzo non sarà sufficiente.

“Stiamo attualmente agendo in questo modo sulle spiagge del nord, ma poi il governo dovrà chiedere aiuto al mondo. E’ troppo costoso per l’Egitto fare tutto questo da solo, la comunità internazionale dovrà aiutarci”, ha affermato.

L’Egitto, come l’intera regione mediorientale, deve prepararsi a ciò che verrà, ha affermato Munqeth Mehyar, direttore di Friends of the Earth Middle East (FoEME), presentando una valutazione di rischio sui cambiamenti climatici in Medio Oriente in occasione della conferenza annuale dell’ONU sui cambiamenti climatici tenutasi a Bali, in Indonesia.

La sua organizzazione ritiene che Alessandria non sia l’unico centro densamente popolato che sarà interessato dall’innalzamento del livello del mare. Esso colpirà anche la falda acquifera costiera di Gaza, rendendo la stretta striscia di terra che si affaccia sul Mediterraneo praticamente inabitabile per il milione e mezzo di palestinesi che ci vivono.

“Sarà fondamentale che i paesi sviluppati forniscano assistenza tecnica e finanziaria ai paesi in via di sviluppo per aiutarli ad adattarsi ai cambiamenti climatici”, ha aggiunto Mehyar.

La regione dovrebbe preoccuparsi del fatto che le attuali tendenze di innalzamento del livello del mare, combinate con il riscaldamento globale, minacciano l’esistenza stessa di questi paesi. E’ dunque necessario lavorare insieme per trovare delle soluzioni adeguate ai cambiamenti climatici in atto.

Joseph Mayton è corrispondente dal Cairo dell’agenzia internazionale AHN Da: http://www.metimes.com/Editorial/2008/03/31/editorial_middle_east_water_woes/7584/
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