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Nefertari
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Come parecchie altre regine, Nefertari esercitò una forte influenza in politica estera. Durante le lunghe trattative necessarie a ottenere la pace con gli ittiti, si mantenne in contatto epistolare con la sua omologa, la regina dell'Hatti. Le due sovrane si scambiarono gioielli e stoffe ed è probabile che fra loro sia nata una vera amicizia. "Quanto a me, tua sorella," scrive Nefertari "tutto bene; quanto al mio paese, tutto bene". La regina egizia e quella ittita auspicarono che le divinità ispirassero pace e fraternità ai loro due popoli e il desiderio venne esaudito. A causa della provenienza della sua dinastia, Ramses II aveva una spiccata preferenza per i luoghi del Delta, che era diventata una zona strategica nell'ambito dei rapporti con l'Asia. Il re vi creò una nuova capitale, Pi-Ramses, "la città di Ramses", città di turchese, pietra con cui fece costruire tempi e palazzi. Vi si veneravano divinità egizie, in particolare Amon, ma anche divinità asiatiche, coabitazione che tradiva un'evidente volontà di pace, alla quale non doveva essere estranea Nefertari. Una lettera scritta da uno scriba vanta Ia favolosa bellezza di questa capitale in cui Nefertari presiedette numerose cerimonie. E' stato Ra in persona, afferma lo scriba, a creare questo luogo. I campi attorno alla città sono di una ricchezza impressionante. Ogni giorno la capitale viene rifornita di cibi squisiti. I canali sono pieni di pesci, gli stagni sono coperti di uccelli. I granai rigurgitano di orzo e di farro. Fiori meravigliosi abbelliscono i giardini. Sulle tavole non manca nulla: fichi, uva, mele, melagrane, olive, cipolle, vino rosso dal gusto impareggiabile. Il palazzo in cui viveva la coppia reale era sontuoso. Al centro si trovavano una sala con le colonne policrome, una sala delle udienze e una sala del trono. La decorazione lasciava largo spazio alle scene campestri, alla fauna e alla flora. Gli appartamenti privati dei sovrani avevano tutte le comodità, fra cui anche una stanza da bagno. Di sera era piacevole uscire sulla terrazza a guardare il tramonto, godendosi la fresca brezza del nord. Attorno al palazzo giardini e specchi d'acqua offrivano calma e dolcezza. Acacie, palme, sicomori, melograni catturavano lo sguardo.

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