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Appassionati di egittologia comaschi a Luxor
Angelo Sesana illustra la missione comasca a Luxor
L'egittomania non ha confini. Mentre lo scrittore di best seller Wilbur Smith ha appena pubblicato da Longanesi il romanzo Alle fonti del Nilo (che presenterà domenica alle 18.30 al Museo Egizio di Torino nell'ambito della Fiera del libro), Einaudi pubblica nella nuova collana 'ET Geografie' la guida Viaggio in Egitto dell'esperto Alessandro Bongioanni, un viaggio tra arte, miti e leggende nella terra dei Faraoni.
Ma Como non è da meno. Lo scorso dicembre, per un mese, gli esperti e gli allievi del centro lariano di egittologia 'Francesco Ballerini' hanno sperimentato sul campo le emozioni suscitate dall'antica civiltà egizia, con gli scavi a Luxor, al tempio del faraone Amenhotep II appartenuto alla XVIII dinastia, che regnò dal 1428 al 1402 a.C. Un sito che dieci anni fa era solo un mucchio di rovine, anche se alcune tombe erano già state violate nell'antichità e uno studioso, William Matthew Finders Petrie, ne aveva compiuto un sondaggio sommario nel 1896. Domani alle 21 nell'auditorium del Collegio Gallio di Como il direttore del centro, il professore Angelo Sesana, presenterà i risultati della nona campagna di scavo illustrando una settantina di diapositive, in una serata-evento promossa con la Famiglia Comasca, con ingresso libero. Lo scavo comasco a Luxor, che l'anno prossimo festeggerà il decennale, è strutturato secondo rigorosi criteri di scientificità e ha permesso di studiare un'area di quasi 11mila metri quadrati. Sotto la superficie del tempio c'è una necropoli preesistente all'occupazione dell'edificio sacro, che è in parte servito per la costruzione dell'attiguo Ramesseum, 130 anni più tardi, quando ormai il faraone riposava nella Valle dei Re. Il sogno di Sesana e dei suoi colleghi è naturalmente scoprire una mummia o almeno qualche papiro, ma anche una testimonianza tangibile dell'esistenza della moglie del sovrano, Tiaa (la foto di una scheggia di pietra con il suo nome in rilievo verrà mostrata domani al Gallio), ha acceso gli entusiasmi. Sono state trovate anche alcune tavolette fittili con esercizi di scrittura dei giovani scribi e statuette funerarie, i classici 'usciabti'. Intanto gli appassionati lariani della terra dei faraoni possono calarsi nell'arte e nella lingua dei millenni passati con i corsi organizzati dal sodalizio comasco. Da ottobre ogni 15 giorni saranno organizzate lezioni sulla cultura dell'antico Egitto. Informazioni al numero di telefono 031.26.93.02.
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