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Archeologia multimediale
Archeologia multimediale e architettura telematica, ecco i progetti pilota.
Il futuro si chiama integrazione: la storia con la scienza, i nuovissimi e sofisticati sistemi tecnologici con la cultura, gli usi e i costumi delle civiltà più antiche.
http://www.europaconcorsi.com/db/rec/inbox.php?id=8458

La Puglia si fa pioniera e promotrice di un sistema di comunicazione basato sulla multimedialità che, attraverso mappature all'avanguardia, totem (ovvero le torrette con gli schermi) che riportano al passato con un clic, riproduzioni multimediali e occhi tecnologici, sono capaci di raccontare civiltà e paesaggi antichi. Perché l'archeologia non è più soltanto la scienza di singoli ritrovamenti, ma è, oggi più che mai, strumento di analisi del rapporto fra l'uomo e il suo ambiente, così come si è trasformato negli anni. Prova ne è il convegno in programma nel convento dei Domenicani a Cavallino organizzato per presentare i risultati ottenuti con il LandLab, il laboratorio multimediale di ricerca, formazione e comunicazione sui paesaggi archeologici dell'Università di Lecce.

Cofinanziato dall'Unione europea, il progetto (diretto dall'archeologo Francesco D'Andria) ha avuto come obiettivo la valorizzazione e la diffusione, su base informatica, delle conoscenze relative al patrimonio archeologico della Puglia e della Sicilia. Ingegneri, esperti in conservazione dei beni culturali, operatori del servizio informatico delle biblioteche dell'Ateneo (Siba) e studiosi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) hanno lavorato insieme per ricostruire i paesaggi antichi di Cavallino, Oria, Vaste, Acquarica di Lecce e Selinunte (dove è stato possibile risalire alla ricostruzione del tempio C). Il risultato è una banca online, la realizzazione di un satellite per l'aggiornamento continuo dei totem, ricostruzioni in tre dimensioni (è il caso della statua di Zeus), giochi in rete e un libro elettronico: strumenti al servizio degli studiosi, ma anche dei curiosi e dei turisti raccontati attraverso la mostra 'Officine multimediali per l'archeologia del paesaggio' (fino al 31 gennaio, orario 11-13,30).

«Il progetto ha messo in evidenza che l'archeologia deve ora puntare sulla comunicazione - spiega D'Andria - È ora auspicabile la realizzazione di centri scavi, supervisionati dalla Regione, in grado di mettere in rete tutti i nuovi strumenti disponibili». L'archeologia tecnologizzata fa già storia, d'altronde, ma sta subendo un processo di crescita e sviluppo destinato a portare molto più lontano. Tra i progetti in dirittura d'arrivo c'è per esempio la realizzazione del catalogo informatizzato Itinerari culturali del Medioevo pugliese, diviso tra percorsi federiciani, habitat rupestri e grandi cattedrali, che sarà consultabile sul sito Internet del ministero dei Beni culturali. «In questa maniera - dice l'archeologo Francesco Carofiglio - è possibile diffondere su tutto il territorio regionale la conoscenza dei beni archeologici della Puglia».

E se si parla di strumenti informatici applicati alle scienze umanistiche, è necessario citare anche il percorso virtuale alla scoperta del castello svevo di Bari pensato per i ragazzi delle scuole elementari e medie inferiori e oggi disponibile nella sala multimediale dello stesso castello. Non mancano poi i cd multimediali: è il caso del lavoro realizzato da studenti italiani, francesi e tedeschi sulla torre Alemanna. E la tecnologia avanzata si è rivelata un sistema ottimale per garantire insieme la fruizione e la conservazione dei beni culturali nel caso dell'Uomo di Altamura. Nella masseria Ragone, a due passi dalla grotta di Lamalunga (dove è stato ritrovato lo scheletro dell'uomo vissuto nel Pleistocene medio), un sistema di videosservazione tridimensionale permette di visitare e scoprire il sito a distanza. Tutto questo, però, soltanto sulla carta: l'inattività e l'abbandono della struttura ha ridotto fortemente la funzionalità del sistema. Con notevoli danni non solo economici, ma anche di immagine.
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