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Egitto dona il sacrario di El Alamein Stampa E-mail
IL CAIRO (9 aprile) - L'Egitto donerà all'Italia l'area su cui sorge il sacrario di El Alamein ("la collina delle vette gemelle"), dove sono sepolti i resti dei caduti in battaglia durante la Seconda guerra mondiale.

Lo ha annunciato oggi il presidente del consiglio Romano Prodi al termine di un colloquio a Il Cairo con il presidente egiziano Hosni Mubarak che ha parlato di un "segno di amicizia e di fratellanza fra i due Paesi". A differenza di altri paesi europei, come la Germania, l'Italia non è infatti proprietaria del terreno dove riposano i suoi caduti. «Mubarak ha detto che darà all'Italia la proprietà dell'area e questo è un buon segnale», ha spiegato il premier.

Il Sacrario, che si trova su una collina a 120 chilometri da Alessandria d'Egitto e a 3 dal mare, raccoglie i resti di 4.814 militari italiani morti durante le tre sanguinose battaglie contro le potenze alleate che secondo alcuni storici determinarono la sorti della seconda guerra mondiale. Si tratta di un complesso monumentale - realizzato nel 1959 su progetto di Paolo Caccia Dominioni, un ufficiale del Genio reduce di El Alamein - che si articola in tre gruppi di costruzioni: l'imponente Torre-ossario ottagonale, alta 31 metri, dove sono custodite le spoglie dei caduti italiani noti ed ignoti; alcuni edifici che sorgono vicino alla strada litoranea, dove sono tra l'altro sepolte le salme di 228 ascari libici morti combattendo a fianco degli italiani; la "Base di Quota 33", dove il 10 luglio '42 venne sterminato il 52/o Gruppo Cannoni e dove, nel '48, venne costruita la base logistica della delegazione italiana di Onorcaduti che fino al 1960 si dedicò alla ricerca e alla raccolta delle salme nella vasta zona delle battaglie.

Prodi ha invitato quindi il ministro della Difesa Arturo Parisi a «definire nel più breve tempo possibile gli aspetti organizzativi della questione per dare definitiva attuazione a un gesto che tutela il luogo dedicato al ricordo degli eroi caduti per la Patria».

Parisi ha quindi espresso «vivo apprezzamento e soddisfazione» per la decisione delle autorità egiziane. «Si tratta - ha sottolineato il ministro - di un atto di altissimo significato morale e storico, che onora i nostri Caduti in Africa settentrionale durante la seconda guerra mondiale».
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