Egitto HomeStoriaReligioneFaraoni e regineApprofondimentiRacconti di viaggioComunica!NotizieFoto
Menu principale
Home
Storia
Religione
Faraoni e regine
Approfondimenti
Racconti di viaggio
Comunica!
Notizie
Foto
Sponsor Aton-Ra
Pagine correlate a questa:
Home arrow Notizie arrow Tutte le notizie arrow La lupa e la sfinge
La lupa e la sfinge
Si inaugura questa sera la mostra "La lupa e la sfinge. Roma e l'Egitto dalla storia al mito", (11 luglio-9 novembre). Le opere esposte documentano l'ampio arco cronologico che va dal I secolo a.C. sino alla Età dei Lumi, durante il quale l'Egitto da "storia" diventa mito e da "Egittomania" si trasforma in "Egittofilia". Castel Sant'Angelo, lungotevere Castello 50.

Sfinge di Giza 1918
Sfinge di Giza 1918
C'è uno stretto rapporto che lega Roma all'Egitto, come testimoniano gli obelischi, i leoni egizi alla base della scalinata del Campidoglio, i reperti del tempio di Iside nel rione Campo Marzio, il grande mosaico del Nilo custodito nel Tempio della Fortuna di Palestrina, la Piramide Cestia. Un legame che sarà al centro della mostra 'La lupa e la Sfinge. Roma e l'Egitto dalla storia al mito', a Castel Sant'Angelo dall'11 luglio al 9 novembre.

Il Rinascimento si innamorò degli antichi profeti, di Ermete Trismegisto e dei segni geroglifici; i Borgia vollero la storia del bue Api dipinta nelle loro sale in Vaticano; a Roma fiorirono gli studi sulla religione e sui riti misterici: una passione intensa per l'Egitto attraversò per secoli la storia dell'arte e la società romana. Le opere esposte documentano in particolare l'arco cronologico che va dal I secolo a.C. all'Età dei Lumi. La mostra, particolarmente ricca di sculture, si apre con il tema della 'doppia immagine', egizia e classica, in cui si fecero raffigurare, imitando Alessandro Magno, gli imperatori romani.

Immancabile lo spazio dedicato alla celebre storia d'amore tra Antonio e Cleopatra: la battaglia di Azio del 31 a.C, che mise fine ai sogni della coppia, è rappresentata in mostra da due rare teste marmoree. Tra le altre opere esposte, una Iside in terracotta del I secolo a.C.; l'enigmatica statua del Cronocrator rinvenuta alle pendici del Gianicolo; le statue-personificazioni del sacro fiume egizio simboleggiato dalla sfinge, e del Tevere con la lupa, Romolo e Remo, provenienti da Villa Adriana a Tivoli.

L'eredità e la fascinazione del mondo egizio a Roma e della sua imperitura carica estetico-simbolica è tracciata anche durante il Medioevo: leoni egittizzanti e sfingi, come quella del Museo Civico di Viterbo, impreziosiscono chiostri e monumenti sacri del Patrimonium Petri. Il mito di Ermete Trismegisto e di Iside, nonchè il ritrovamento della splendida Tabula Bembina o Mensa Isiaca, uno dei pezzi più famosi del Museo Egizio di Torino, per la prima volta a Roma dai tempi del sacco del 1527, seduce committenti e artisti del Rinascimento, trovando spazio alla corte papale, come testimoniano i disegni di Francoforte (Stadel Museum) in mostra, utilizzati da Pinturicchio per gli affreschi dell'Appartamento Borgia in Vaticano, e il Messale Colonna, conservato a Manchester.

Passando per i molti testi ritrovati o pubblicati, come gli Hierogljfica di Orapollo, la Hypnerotomachia Poliphili, I misteri degli egizi di Giamblico, le Antichità di Annio da Viterbo, si giunge ai disegni di artisti della maniera come Pirro Ligorio e Primaticcio. Chiudono la sezione le suggestive immagini dell'innalzamento, ad opera di Sisto V, degli obelischi che diverranno, insieme a sfingi e piramidi, un elemento caratterizzante del paesaggio romano, dipinto in una tavola di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, e in seguito da pittori stranieri, come Nicolas Poussin.

Una tela dell'artista francese, raffigurante La fuga in Egitto (Ermitage, San Pietroburgo), in cui si riprendono alcune ieratiche immagini del famoso mosaico nilotico di Palestrina, eseguito nel II sec. a.C., aprirà la sezione dedicata al Seicento e al primo grande 'egittologo' Athanasius Kircher. Della collezione di quest'ultimo si esporranno, fra i diversi pezzi, la statua magica in basalto nero divisa in due frammenti (uno a Torino e l'altro a Firenze) e riunita esclusivamente per la mostra, le incisioni tratte dall'Oedipus Aegyptiacus e i modelli lignei degli obelischi romani (Roma, Liceo Visconti).

Nella mostra 'La lupa e la Sfinge. Roma e l'Egitto dalla storia al mito', ospitata a Castel Sant'Angelo, sarà presente anche la celebre immagine di Artemide Efesia (alabastro da Roma, Musei Capitolini), la cui iconografia ha suscitato l'interesse di Raffaello, Pirro Ligorio, Giulio Romano e anche del poliedrico gesuita.Il Settecento, secolo dei Lumi, verrà documentato dalle note incisioni di Piranesi, tratte dall'opera 'Diverse maniere di decorare i camini...' (Roma, Istituto Nazionale per la Grafica), in cui i 'capricci' egittizzanti attestano la diffusione dell'Egittomania.

La mostra concederà, inoltre, l'occasione di ammirare reperti ed opere provenienti dalla Collezione Borgiana (Napoli, Museo Archeologico), di cui si esporranno antichissimi pezzi a partire dal 2700 a.C. (III Dinastia). L'esposizione si concluderà, attraverso una chiara allusione alle atmosfere del Flauto Magico, con la ricostruzione della sala egizia della Galleria Borghese, la più nota tra le molte realizzate nel Settecento, presente in mostra con tre tele di Tommaso Conca, dipinte per il principe Marcantonio Borghese, e due statue di Antoine-Guillaume Grandjacquet, espressioni di un singolare gusto neoclassico e provenienti dal Louvre.

Fonte Q.N.
< Precedente   Prossimo >
Login
Username

Password

Ricordami
Password dimenticata?
Non sei ancora iscritto? Fallo subito
» Scrivi al FORUM
» Chat utenti registrati
Bacheca


Devi registrarti per utilizzare la bacheca
Registra il tuo account qui!
Chi è Online
Abbiamo 45 visitatori connessi
SPONSOR Aton-Ra
Sondaggi
Quali notizie ritienti più interessanti?
  

Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.