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Gli italici copti: “Fermate l’Egitto” - Parlano dall'Italia Ashraf H. Ramelah e dagli Stati Uniti Elena Busciacco
Gli italici copti: “Fermate l’Egitto”Parlano dall'Italia Ashraf H. Ramelah e dagli Stati Uniti Elena Busciacco “Sua Eccellenza Ambasciatore d’Egitto, in occasione del Natale della Chiesa Copta Ortodossa, il prossimo 7 Gennaio, non si rechi in visita alle Chiese Copte. La Sua presenza non è gradita”. E’ questo, in estrema sintesi, l’invito, contenuto in una lunga lettera, ricevuto in questi giorni dall’Ambasciatore d’Egitto in Italia, Nevein Semakah Halem, e come lui, da altri Ambasciatori egiziani in Europa e da quello in Canada e negli Stati Uniti d’America. La lettera all’Ambasciatore egiziano in Italia è firmata da Ashraf H. Ramelah, Presidente italiano de Voice of the Copts, l’associazione costituita in Italia e negli Stati Uniti per la protezione dei Copti (i Cristiani d’Egitto) contro le discriminazioni e le persecuzioni che “la nostra comunità soffre quotidianamente in Egitto da anni” afferma il Presidente.Ashraf H. Ramelah, architetto, da anni in Italia, scrive tra il resto nella lettera indirizzata all’Ambasciatore: “Ogni anno, infatti, diplomatici egiziani e membri del governo egiziano si recano a rendere visita alle Chiese Copte in Egitto e all’estero durante la festività natalizia. Nonostante siano sempre stati ricevuti dai nostri leader religiosi, vorrei chiarire che la loro presenza non è mai stata gradita. E’ per questo motivo, che chiedo a Lei e agli altri diplomatici egiziani di annullare questa visita annuale di 'facciata', perché non siete graditi. Per anni, infatti, il governo Egiziano ha utilizzato il giorno del Natale della Chiesa Copta per dimostrare all’Occidente di promuovere il pluralismo religioso. Le visite degli ufficiali egiziani, inoltre, sono sempre accompagnate da messaggi di propaganda, in cui si sottolinea che il governo non fa distizioni fra i suoi cittadini di qualsiasi credo essi siano. Ma così non è. Noi Copti (quasi quindici milioni di persone soltanto in Egitto ) e altre minoranze come i Baha’i sono in realtà continuamente discriminati dal governo egiziano sia sul posto di lavoro, sia nella vita quotidiana”. Dagli Stati Uniti, Elena Busciacco, una delle poche centinaia di italiani copti negli States, lancia un messaggio ancora più esplicito: “L’Italia e l’Europa devono darci sostegno. Molto potrebbero fare considerando la loro influenza nel mondo arabo e mussulmano”. “Circa 10.000 sono i Copti egiziani che vivono in Italia. I Copti della diaspora sono circa 3 milioni, sparsi tra Europa e Stati Uniti” spiega Ashraf H. Ramelah. “I Copti con nazionalità italiana negli Stati Uniti sono circa 500. In Egitto, i Copti sono 15 milioni, secondo le statistiche ufficiali della Chiesa Copta”. I Copti sono i Cristiani d'Egitto. Il termine ‘copto’ deriva dall’arabo ‘qubt’ un’arabizzazione dal greco ‘aiguptius’, egiziano. “La Chiesa copta fu fondata in Egitto nel I secolo, sei secoli prima dell'arrivo dell'Islam nel Paese dalla Penisola Arabica” spiega il Presidente Ashraf H. Ramelah. “La Chiesa copta ha origine dalle prediche di san Marco, discepolo, che portò il cristianesimo in Egitto. La liturgia è simile a quella ortodossa, ma le due liturgie si sono evolute differentemente anche perché quella ortodossa è stata influenzata dal ruolo del patriarcato di Costantinopoli, mentre quella copta dal ruolo del patriarcato di Alessandria. Oggi i Copti sono una minoranza discriminata e perseguitata nel loro stesso paese, l'Egitto, per questo motivo, molti Copti sono emigrati all'estero”. L’Egitto, in Europa e nel mondo occidentale, è considerato Paese moderato, un sistema democratico di riferimento nel mondo arabo. Voi copti, Presidente Ashraf H. Ramelah, parlate di ‘regime’. L'Egitto non è attualmente una democrazia. Quale vera democrazia al mondo ha un Presidente da venti sei anni? Hosni Mubarak è stato eletto nel 1981 e da allora non ci sono state elezioni libere nel Paese. Soltanto nel 2005, l'Egitto per la prima volta ha potuto fare l'esperienza di avere elezioni semi-libere. Ribadisco semi, perchè il candidato che è arrivato secondo alle elezioni, Ayman Nour, è stato poi incarcerato e condannato alla prigione con accuse molto dubbiose. Inoltre, quale democrazia al mondo ha prigionieri politici, incarcerati soltanto per le loro opinioni contrarie a quelle del Presidente Hosni Mubarak? Quale democrazia pratica la tortura? In Egitto i prigionieri sono sodomizzati, tortura in voga sotto l'impero bizantino. Mubarak ha saputo giocare bene le sue carte con l'Occidente, dicendo che se va via lui allora l'alternativa sono soltanto i Fratelli Musulmani. Infatti, Mubarak è stato molto accorto nell'intimidire e nel distruggere ogni possibile opposizione liberale, che potesse rappresentare una terza via. E adesso invece di una democrazia ci troviamo di fronte a una Repubblica "monarchica", dato che il successore di Mubarak sarà il figlio Gamal Mubarak, che già intrattiene relazioni con vari leader occidentali. Se questo non è un regime, allora mi dica lei che cosa è !? Cosa c’è di vero nella tesi che vorrebbe gruppi estremisti di cristiani copti in Egitto? I Copti in Egitto non hanno mai intrapreso azioni violente, nonostante siano da anni sottomessi alla discriminazione del governo Mubarak. Da anni, il regime al potere cerca di screditarci, di sminuirci e di umiliarci. Solo qualche giorno fa, Mubarak ha detto che esiste una convivenza pacifica in Egitto con le varie minoranze. Allora, noi Copti ci chiediamo perchè al Cairo hanno aperto un caffè per donne vietato alle donne Cristiane. Per le strade di Alessandria e del Cairo, i cristiani vengono quotidianamente offesi dai loro connazionali, influenzati dall'ondata di fondamentalismo islamico. Il regime continua a mantenere in vigore una legge restrittiva del 1934 che riguarda la costruzione di Chiese. Secondo la normativa, infatti, un luogo di culto cristiano deve essere costruito a più di cento metri da una moschea, mentre quest'ultima può anche essere edificata davanti a una chiesa. Inoltre, la comunità copta deve richiedere il permesso agli abitanti musulmani del luogo e all'ingegnere progettista dell'area, prima di presentare la domanda di costruzione. In Egitto è ancora in vigore il decreto Hamayonico, risalente all'impero Ottomano, secondo il quale è il Presidente della Repubblica che deve rilasciare un permesso scritto per poter costruire una chiesa. A causa delle restrizioni legislative, il numero di chiese in Egitto non è pertanto proporzionato alla popolazione copta. I fedeli cristiani sono costretti a percorrere diversi chilometri per trovare un luogo di culto cristiano in cui pregare. I Copti sono discriminati nei posti di lavoro. Quali sono i rapporti con il Vaticano? Di comune rispetto. Dopo il Concilio di Calcedonia, nel 451, gran parte della Chiesa egiziana si è staccata dalla chiesa universale. Oggi ci sono i copti ortodossi, che hanno un loro papa, Papa Shenouda III, i copti evangelici, e i copti in piena comunione con il Santo Padre. Elena Busciacco è nata a Acqua Formosa di Cosenza da genitori italiani, emigrata nel 1982, “dopo aver sposato Mario, che purtroppo è morto dopo 4 mesi” lasciandola con un figlio che ora ha 24 anni, si è risposata con un copto egiziano emigrato negli Stati Uniti. Elena è italiana e copta, non rappresenta nessuno se non se stessa, e però in qualche modo è la voce -di una donna di “fede semplice”, come dice chi la conosce-, di una minoranza religiosa che sta combattendo per la libertà dei fratelli. Elena significa essere copti italiani in USA? Tante cose. Per noi soprattutto significa dare una voce a coloro che non possono parlare. Essere copti, e per di più italiani, in USA non è un problema? No. I copti, italiani o meno, negli Stati Uniti non sono discriminati certo. Il problema, piuttosto, è quello dell’educazione, e della consapevolezza da parte della gente. Gli americani, ivi compreso naturalmente gli italiani in America, non conoscono i copti. Né sanno del nostro essere cristiani dell’Egitto. Per la maggioranza degli americani gli egiziani sono mussulmani. Come conoscete e come vivete la situazione dei vostri fratelli copti in Egitto? Tramite i media. Ma di fatto siamo in collegamento costante noi copti con tutti i fratelli in quasi tutti i Paesi. Proprio di recente ho letto qualcosa di raccapricciante. Hanno bruciato vivo un uomo e poi gli hanno tagliato i genitali. Questo essere minoranza religiosa cristiana è un problema grave anche Sudan. Sono fratelli che soffrono moltissimo. Se soffrono loro soffriamo anche noi. Farete anche voi copti in USA azioni per sensibilizzare il governo egiziano? Assolutamente si. Lo stiamo facendo. L’Italia, Paese da sempre amico dell’Egitto, come potrebbe dare sostegno alla vostra azione? L’Italia, gli italiani, dovrebbero fare quello che facciamo noi in America. Fare pressioni sul governo, vanno bene anche e-mail, lettere, raccolta di firme. E la diplomazia europea? Vorrei dire alla diplomazia europea di fare pressione L’Europa e l’Italia sono grandi realtà democratiche, che assicurano a tutti libertà di espressione, a cominciare dalla libertà religiosa. Io so che specialmente i mussulmani hanno grande spazio in Europa. L’Europa dovrebbe impegnarsi a fare altrettanto per i copti. Un bilancio parziale della ‘persecuzione’ che nel 2007 hanno subito i copti in Egitto lo fa, nella sua lettera all’Ambasciatore, il Presidente Ashraf H. Ramelah. “1° Il sequestro di ragazze copte, violentate e costrette a convertirsi all’Islam da elementi dei Fratelli Musulmani, come la ragazza di “El Mahalla”, Ange Hatef Kamel, Mary Farouk Fouad e altre, senza che i servizi di sicurezza egiziani si interessassero a loro. 2° L’arresto senza prove degli attivisti Cristiani, Peter Ezzat e Nader Fawzi Faltas, dell’organizzazione MECA, con sede in Canada e in Egitto. Ezat e Fawzi sono stati scarcerati soltanto dopo oltre quattro mesi, senza che l’accusa potesse presentare una sola prova. 3° Alcuni giorni dopo la scarcerazione di Peter Ezzat e Nader Fawzi Faltas, sono stati arrestate altre due persone, tra questi l’Avvocato Mamduh Ramzy. Quest’ ultimo è il difensore di parte civile nella causa sugli accadimenti nel 2000 a Kosch, nell’Alto Egitto, in cui sono stati uccisi ventuno Copti. Oggi, a otto anni di distanza, non soltanto non è stata fatta alcuna giustizia da parte del governo egiziano, ma addirittura, il regime Mubarak ha intimidito l’avvocato difensore, arrestandolo. 4° Andro e Mario, invece, sono due ragazzini che il governo Egiziano ha cercato in di convertire all’ Islam, solo perché il loro padre era diventato musulmano. Un Imam nel tribunale del Cairo ha inoltre affermato che i figli devono seguire il genitore, convertito alla religione migliore. Il governo egiziano, pertanto, sembra volere annullare l’individuo e la libera scelta, intromettendosi in questioni personali come la fede. 5° Il subbuglio creato da Mohamed Bishoy Hegazy, convertito al Cristianesimo, che si è visto negare dal governo di potere modificare la religione nella sua carta d’identità. Purtroppo, infatti, il governo egiziano richiede ancora nel XXI secolo che sia specificata la religione nei documenti d’identità”. E il 2007 si è concluso con “i negozi bruciati e saccheggiati di Copti a Isna, nell’Alto Egitto. I danni hanno superato il milione e mezzo di dollari. E ancora una volta, il governo egiziano non ha fatto niente per aiutare le vittime”. L.M./News ITALIA PRESS |
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