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Melandri difende via Ventura
«Non bisogna mai avere paura quando si aprono delle scuole. Semmai, quando vengono chiuse.» [finalmente una presa di posizione di netta contrapposizione ai latrati razzisti]
Il ministro delle Politiche giovanili, Giovanna Melandri ha accolto così - durante un convegno con l´Ulivo a palazzo Marino sui temi del dialogo e dell´integrazione - la notizia della riapertura della scuola araba di via Ventura. E ha aggiunto: «Da noi si prevede la possibilità di ospitare una scuola straniera, ma la più grande agenzia interculturale per l´integrazione che abbiamo è la scuola pubblica».

Ieri mattina si sono presentati in classe 85 bambini egiziani che avevano atteso per quasi un mese prima di poter riprendere le lezioni. Quindici dei cento iscritti non si sono presentati. Di loro nessuna notizia certa, ancora. Qualcuno è tornato in Egitto, qualcuno ha deciso di concludere l´anno nella scuola statale dove, in questo mese di sospensione delle lezioni, aveva ripreso a studiare.
Arrivati puntuali alle otto e mezza del mattino, per i bambini di via Ventura è stato un secondo "primo giorno di scuola". Zaini colorati sulle spalle, scarpe da ginnastica ai piedi, velo in testa - ma solo le ragazzine delle medie - e in alcuni casi persino l´abito tradizionale della festa. Tanto entusiasmo e voglia di mettersi a studiare, perché il tempo perso è tanto e va recuperato. E mentre in classe le maestre cercano di riprendere il filo di un discorso lasciato in sospeso più di tre settimane fa, fuori, sul marciapiedi, alcuni militanti della Lega Nord manifestano il loro dissenso. «Invasione islamica: c´è chi dice no» recita il lungo striscione del Carroccio.
«Ghetto», «illegalità» le parole che risuonano dai megafoni. Al presidio della Lega Franco Mirabelli, segretario dei Ds, risponde: «Siamo preoccupati perché in queste manifestazioni c´è il germe del razzismo». Mentre Patrizia Toia, eurodeputato della Margherita, parla di «manifestazione indegna», invitando la Lega ad andare piuttosto a protestare sotto Palazzo Marino. Fra i cronisti fuori dalla scuola c´è anche una troupe di Al Arabiya, arrivata in via Ventura per raccontare la prima scuola italo-egiziana del paese. I bambini chiedono alle maestre: «Perché non vogliono la nostra scuola?». Difficile rispondere. Meglio procedere con il programma ora che c´è l´autorizzazione della direzione scolastica regionale. «Manca ancora l´agibilità» tuona il Comune. Il certificato di destinazione d´uso è stato presentato ieri, ma il vicesindaco Riccardo de Corato rilancia: «Ancora una volta la scuola ha aperto senza le necessarie autorizzazioni, al di fuori delle regole e delle norme previste. Inoltre non si sa come faranno a recuperare 47 giorni di ritardo sul calendario scolastico».


In via Ventura, dopo un mese di battaglie burocratiche a colpi di ordinanze del prefetto, lettere degli avvocati e ingiunzioni, ora si pensa solo al futuro. In programma ci sono i corsi di arabo e di italiano per adulti (i secondi finanziati dalla Provincia). I responsabili stanno pensando anche a lezioni di sartoria. Ma un problema resta ancora aperto: «È arrivato il momento che Italia e Egitto si impegnino per trovare un accordo per l´istruzione di questi bambini - spiega Pietro Farneti dell´associazione Insieme -, in modo che i titoli di studio siano validi in entrambi i paesi».

(07 novembre 2006 http://espresso.repubblica.it/)
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