Le Olimpiadi hanno contribuito al raddoppio dei visitatori: il Museo Egizio di Torino è il campione italiano dei beni culturali italiani per incremento di visitatori.
Dal 2005 sono cresciuti del 93,8 per cento. Lo rende noto il «Dossier Musei» del Touring Club. L’aumento di presenze è certo dovuto all’«effetto Olimpiadi», che ha regalato al Piemonte un 63 per cento di affluenza in più nei principali musei di Torino. Anche quello del Cinema ha registrato un aumento superiore al 39 per cento.
Ma il risultato dell’Egizio non ha pari. Perchè? «E’ l’effetto di un lavoro di squadra» dice Alain Elkann, Presidente della Fondazione Antichità egizie. «Il nostro successo è frutto di una pluralità virtuosa di motivi. Le Olimpiadi hanno fatto conoscere Torino nel mondo. Ma la società civile e culturale torinese ha dimostrato di saper fare sistema. La nostra Fondazione è nata dalla collaborazione delle istituzioni locali con lo Stato e i privati. E’ un’esperienza che ha costituito un riferimento di rilievo nazionale. Ma anche Torino ha saputo fare la sua parte. In città il patrimonio museale ha dimostrato di sapersi rinnovare in un circuito che richiama ormai turisti da tutto il mondo».
In più si aggiunge il fascino dell’egittologia. «E’ un tema - ricorda Elkann - che richiama non solo gli studiosi, ma anche i bambini. In piazza Castello la replica in vetroresina della Statua di Ramesse II è diventata un punto fotografico d’eccellenza, fino ad affiancarsi ai simboli storici di Torino».
«Il successo del Museo Egizio - interviene la direttrice Eleni Vassilika - è dovuto anche all’attenzione che la Fondazione riserva al pubblico. Non c’è lettera o richiesta che non venga attentamente valutata per migliorare la visita. Il pubblico per noi è la cosa più importante. Abbiamo installato rampe per i disabili e migliorato le didascalie per renderle accessibili a tutti. Mentre l’associazione Amici del Museo sta studiando iniziative per gli anziani. L’Egizio oggi è una realtà che vuole dialogare con la gente». Ne è una dimostrazione lo statuario, riallestito dal grande scenografo Dante Ferretti. E’ pensato per comunicare emozioni, prima ancora di dare informazioni, essenziali e chiare, che permettono a qualsiasi visitatore di percepire e conoscere il fascino della civiltà egizia.
«Finora - prosegue Elkann - abbiamo solo riordinato il Museo. Ma a giorni sarà lanciato il bando di gara che ne amplierà gli spazi entro il 2011, quando l’Egizio sarà tutto riallestito in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia». «Nel frattempo - confida Vassilika - non verranno meno le sorprese. Entro fine maggio allestiremo un evento mediatico molto attraente. Ma per ora è un segreto». Particolare attenzione continuerà ad essere data alla comunicazione. Ha saputo richiamare non solo il turismo alle nostre frontiere. Ora arrivano carovane di autobus anche dalla Spagna. Il sito del Museo raccoglie ogni giorno migliaia di contatti. Molti provengono dagli Stati Uniti. Presto l’attività del Museo sarà presentata anche alle Nazioni Unite.
MAURIZIO LUPO - LA Stampa |