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Turisti italiani rapiti in Egitto |
Undici turisti stranieri, tra cui cinque italiani, sono stati rapiti da un gruppo di uomini armati nell'alto Egitto, non lontano dalla diga di Assuan.
La Farnesina si e' subito attivata per seguire il caso attraverso l'Unita' di Crisi.
In tutto sono 19 le persone rapite, perche' oltre agli undici turisti stranieri, i rapitori hanno portato via anche otto egiziani: due guide, i quattro autisti delle vetture a bordo della quali viaggiava il gruppo, una guardia e il proprietario di una compagnia di viaggi. I sequestratori avrebbero portato il gruppo verso il confine sudanese.
''Cinque rapitori incappucciati, che parlavano inglese 'con un accento africano', hanno attaccato le quattro vetture del convoglio di turisti'' per poi costringere il gruppo ad andare in direzione del territorio sudanese, ha detto una fonte di sicurezza. E' stato uno degli italiani a lanciare l'allarme del rapimento in Egitto, utilizzando un telefono satellitare per avvisare la moglie.Questi i nomi del gruppo di piemontesi, tre persone residenti a Torino e due nella provincia. Si tratta di Giovanna Quaglia nata nel 1956, Lorella Paganelli del 1959, Mirella De Giuli del 1938, Walter Barotto del 1940, Michele Barrera del 1937.
I turisti si trovavano nei pressi di Gilf el-Kabir, vicino al confine con la Libia, una zona desertica famosa per le sue cave con dipinti preistorici e per essere stata uno degli scenari del film ''Il paziente inglese''.
Sarebbero gia' in corso le trattative con il gruppo di banditi. Lo riferisce l'agenzia egiziana Mena, citando il ministro del Turismo, Zuhair Garana. ''Si tratta di un atto di banditismo, non di terrorismo'', ha detto il ministro confermando la richiesta di un riscatto da parte dei rapitori.
Secondo la tv araba Al Jazeera pero', il gruppo di turisti rapiti sarebbero stati liberati in Sudan dopo essere stati derubati. La Farnesina sta verificando l'attendibilita' delle voci citate dall'emittente satellitare.
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