- Giuseppe : eccolo là, adesso io ci sono, e gli altri?
- Marco : che esagerato dai.... :-)
- Giuseppe : ...superenalotto e trovare qualcuno con cui parlare in chat... le cose più improbabili che possano accadere
- Giuseppe : ...mi riferisco al link proposto da Admin, si intende!
- Giuseppe : mostruosità per il lusso... ignobile!
- Giuseppe : passa di là!
- Admin : Per evitare zoccole o trans brasiliani la bacheca è solo per gli utenti registrati
- [Admin] : Nuovo articolo di Silvia sulla Preistoria Egizia
- [Marco] : Buon 8 marzo a tutte..
- Meryenmut : Buongiorno a tutti!Buona festa della donna a tutte le femminucce soprattutto alla mia Sissi!Un bacio!
- Marco : «link»
- Sabry : buon giorno a tutti
- Rosa : Buona settimana
- Meryenmut : Buongiorno a tutti!
- Meryenmut : Buongiorno e buon inizio settimana a tutti!Si Marco,la cosa delle luci serali la sapevo,sono stupende!
Gli ospiti sono indicati tra [..]
Solo gli utenti registrati possono scrivere
Articoli correlati
| La nuova fede: Aton |
|
|
|
|
La rivoluzione religiosa di Akenaton: Testo tratto dal libro di Alan Gardiner: la civiltà egizia (pagine 206-210). Così pure il re stesso dice al suo gran sacerdote Meryre e al ciambellano Tutu: "Tu sei il mio grande servitore che ascolta la mia Dottrina. Tutte le tue azioni riempiono di gioia il mio cuore, e io ti ho posto in questo ufficio perché tu possa consumare le vivande del faraone, tuo signore, nella Casa dell'Aton…." Questi brevi esempi bastano a dimostrare quanto poco l'ordine nuovo avesse mutatao i rapporti fra il sovrano e i sudditi; in effetti, la differenza principale stava in un'accresciuta espressione verbale del tradizionale ossequio. Nessuna tomba egizia è più affollata d'iscrizioni di quelle di El-Amarna, che inevitabilmente innalzavano lodi All'Aton o al re e vantano i benefici concessi al titolare della tomba; il linguaggio usato non manca di bellezza, ma è innegabile la convenzionalità delle espressioni. Il grande inno della tomba di Ay è giustamente celebre e, forse a ragione, attribuito ad Akhenaton medesimo, benché non differisca molto da altri testi analoghi trovati nella necropoli. La traduzione che ne diamo è pressoché letterale: Inno all'AtonTu sorgi bellissimo all'orizzonte del cielo, Aton viente, da quando desti inizio alla vita brillando a oriente sull'orizzonte e riempiendo ogni terra della tua bellezza. Questo inno così pieno di colore, la cui sorprendente somiglianza col Salmo CIV è stata spesso notata, racchiude quasi per intero la dottrina di Akhenaton, nel suo lato positivo, ma vi è ben poco di nuovo e che non sia già stato detto in altri inni al dio sole di data più antica. Il tema è il benefico potere del sole considerato come energia fisica, e il re riformatore fece tutto il possibile per liberarlo da ogni implicazione antropomorfica. La sua divinità era il grande globo luminoso che esercita la sua benefica influenza, datrice di vita, attraverso i raggi, di cui tutti sentono lo splendore e il calore. Una simile concezione poteva essere rappresentata visivamente senza raffigurare l'Aton sotto forma umana. Nell'espressione verbale tuttavia la nuova fede rivelava i suoi difetti, perché il linguaggio, per sua stessa natura, descrive gli avvenimenti usando termini che si riferiscono al comportamento umano. La contraddizione è evidente quando gli inni si rivolgono all'Aten alla seconda persona, quando, in un poema più breve, il dio è chiamato "padre e madre di ogni cosa creata", e Akhenaton stesso è trattato come il figlio prediletto uscito dai raggi dell'Aton. Il culto di Aton non era soltanto una teoria fisica, ma un genuino monoteismo e la vera grandezza del riformatore sta nel coraggio morale con cui lottò per spazzar via il vasto cumulo di superstizioni mitologiche ereditato dal passato, grandezza negativa, d'accordo, ma che gli è stata ingiustamente contestata. Tuttavia è innegabile che la condotta di Akhenaton pareva fatta apposta per eccitare le ire degli avversari. Di pari passo con il potere cresceva il suo ardore nel perseguitare una tradizione resa venerabile dal tempo. A un dato momento abolì il nome di Ra-Harakhti dal primo cartiglio, o prenome dell'Aton, sostituendovi l'espressione " Sovrano dell'Orizzonte "; mentre nel secondo cartiglio la parola Shu, pur non significando altro che " luce solare ", veniva eliminata per la sua omofonia col nome del dio del Vuoto. Ma lo zelo iconoclasta di Akhenaton non si fermò qui. La vera fede non poteva diffondersi senza sopprimere le innumerevoli divinità maschili e femminili fino allora adorate. Di conseguenza, egli inviò in tutto il paese operai incaricati di scalpellarne o raschiarne i nomi incisi o scritti, dovunque li trovassero. Inutile dire che la prima vittima di questo furore iconoclasta fu l'odiato Amon-Ra; ma anche la semplice parola " madre ", essendo omonima di quella che indicava la dea tebana Mut, perse il geroglifico dell'avvoltoio e fu scritta coi segni alfabetici m+t. La stessa parola "dèi" era tabù. Di Amenhotpe, nome originario di Akhenaton e del padre suo, abbiamo già parlato. A proposito dei rilievi trovati a El-Amarna, c'è un'incongruenza che avrà certo fatto inorridire i tradizionalisti: Akhenaten occupa sempre il centro della scena e i suoi cartigli sono posti fianco a fianco con quelli dell'Aton rivelando com'egli non disdegnasse affatto di avocare a sé una parte della divinità del suo divino padre; anzi, si ha talvolta l'impressione che questa parte si approssimasse all'identificazione completa. Una prova ne è l'epiteto " colui che è nella festa Sed" che venne regolarmente a far parte dei titoli del dio. Dato che la festa Sed, o Giubileo, era essenzialmente una celebrazione della regalità, si potrebbe dedurne che 1'Aton e il suo divinizzato figliolo con quella cerimonia dessero insieme inizio a una nuova fase della loro esistenza comune. È anche significativo il fatto che, mentre Akhenaton pregava 1'Aton, i suoi sudditi innalzavano altrettanto spesso le loro preghiere al sovrano. D'altro canto, il modo in cui il re dava pubblicità ai propri affetti domestici mal si conciliava con tali orgogliose pretese. Nelle scene dipinte o scolpite egli è sempre accompagnato dalla moglie Nefertiti e da qualcuna delle sei figlie. Sopra una stele si vede il regale padre che bacia una femminuccia, mentre la regina ninna sulle ginocchia un'altra bambina. In un'altra scena il re è rappresentato mentre intrattiene, o è intrattenuto a pranzo dalla madre Tiye: Akhenaton sta rosicchiando una grossa costoletta, mentre Nefertiti fa altrettanto con un uccello arrostito "E. L'affetto del re per la moglie e, più tardi, per il genero viene messo in mostra senza alcun ritegno. Quale differenza dal dignitoso contegno dei tempi andati, quando il massimo segno di familiarità era un braccio passato attorno alla vita della sposa! Da qualcuno si è attribuita ad Akhenaton l'aspirazione a fondare una religione universale, ma è un'ipotesi non suffragata dai testi. È vero che il grande inno tradotto più sopra cita la Siria e la Nubia, ma era difficile ignorare che lo stesso sole splendeva sull'Egitto e su questi paesi, e che essi non erano irrigati dalle inondazioni del Nilo, ma dalla pioggia. Niente testimonia di un'opera di proselitismo nel Nord. Al contrario si direbbe che gl'interessi del re fossero piuttosto campanilistici. Tutto preso dal suo ardore per le cerimonie religiose, celebrate alla luce del sole e non più al chiuso in buie cappelle, egli era restio a occuparsi degli affari esteri. Per lo stesso motivo l'accusa di pacifismo sollevata contro di lui passa il segno. Gli si fa spesso colpa di aver causato la rovina dell'impero egizio, fondato da Tuthmosis III nella Siria e nella Palestina, per la sua indolenza e l'odio contro la guerra. L'intera questione dev'essere riesaminata alla luce delle informazioni su questi paesi raccolte in numero sempre crescente attraverso le ricerche archeologiche filologiche. Testo tratto dal libro di Alan Gardiner: la civiltà egizia (pagine 206-210) un libro che non dovrebbe mancare ad ogni appassionato o studioso della civilà egizia.
Imposta come preferito
Segnalibro
Invia per Email
Trackback(0)TrackBack URI for this entryCommenti (0)Mostra/Nascondi commenti Scrivi commento
|




Webcam live che inquadra il luogo simbolo della civiltà egizia: Le Piramidi di Giza! (Il Cairo)