Aton Ra: il papiro egiziano.

Testi della sezione flash sul papiro

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Recensioni del sito Flash sull'antico Egitto


A cura di Alessio Renna

L'oro verde:
Pianta nobile e regale, simbolo di gioia, scettro magico delle divinità, il papiro partecipava alla vita quotidiana degli Egizi.
Si tratta di una specie vegetale che sviluppa alti fusti raggruppati in cespi e che, al tempo dell'antico Egitto, ricopriva le regioni più umide del delta. Associato alla gioia e alla giovinezza, in ogni momento della giornata era presente in una forma o nell'altra nella vita degli Egizi. Infatti col papiro venivano fabbricati sandali, teli di stoffa, cestini; inoltre tutti lo apprezzavano molto in cucina, "cotto a stufato", come racconta Erodoto. Il papiro svolgeva inoltre un ruolo di primaria importanza in campo nautico, in quanto veniva utilizzato per calafatare le imbarcazioni, per fabbricare vele e corde e per costruire piccole zattere che consentissero la circolazione nelle paludi. Tuttavia, solo quando fu trasformato in carta bianca e resistente, indispensabile per la scrittura geroglifica, il papiro acquisì il suo immenso valore per la storia, permettendo di tramandare nei secoli testi preziosi per la conoscenza della civiltà egizia.

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I raccoglitori:
Nelle zone paludose del delta del Nilo, il papiro trovò l'ambiente ideale per svilupparsi, formando vere e proprie foreste: infatti i fusti possono raggiungere un'altezza di 5-6 metri.
Qualche villaggio, addossato sulle collinette risparmiate dalle piene, ospitava i contadini che vivevano allevamento caccia e pesca. Questo universo costruito da terra, mare e cielo riuniva dunque tutti coloro la cui vita era intimamente connessa alla "pianta regale". Tra gli abitanti del delta, c'erano anche i famosi raccoglitori di papiro, che lavoravano nel cuore di un intrico di piante verdeggianti (papiri, fiori di loto bianchi e azzurri acacie del Nilo), cercando con attenzione scrupolosa i fusti meglio sviluppati della preziosa pianta.

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I rotoli di papiro:
Fin dai tempi più remoti dell'epoca predinastica, gli egizi sapevano trasformare il midollo fibroso contenuto nei fusti di papiro in carta bianca, morbida e resistente, che non assorbiva troppo l'inchiostro e non subiva alterazioni nel tempo. Poiché la sua produzione era troppo costosa, l'uso del papiro era rigidamente regolato e riservato ai testi importanti: archivi, contabilità, testi religiosi, scientifici e letterari. La presenza di un rotolo di papiro all'interno di una tomba rivelava la posizione sociale del defunto.
Il fusto di papiro veniva suddiviso in pezzi di lunghezza corrispondente all'altezza che si desiderava dare al foglio. Alcuni operai esperti dovevano separare delicatamente il midollo della pianta in sottili lembi, che in un secondo momento venivano appiattiti a colpi di martello. I frammenti traslucidi venivano successivamente accostati l'uno a l'altro. Il foglio così ottenuto veniva poi umidificato e martellato a lungo; una volta asciugati, i fogli venivano incollati gli uni agli altri in modo da costruire dei rotoli (medjat), i più lunghi dei quali potevano raggiungere i 40m. Le strisce di carta venivano infine arrotolate, mantenendo le fibre in orizzontale:sulla loro faccia interna lo scriba avrebbe scritto.

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Ouadj:
Il nome egizio del papiro era ouadj, che significa vigore, giovinezza. Papyros, la denominazione greca, sarebbe derivato, secondo alcuni studiosi, dai termini egizi papero o papouro, che significherebbero "regale" o "quello del palazzo" e farebbero probabilmente riferimento al monopolio di stato cui era soggetta questa pianta, che costituiva quasi un'esclusiva dell'amministrazione che se ne serviva per i suoi archivi.
La parola ingelse "paper" deriva ovviamente da "papiro".

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