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entra nel sito sull'Antico Egitto | indice delle pagine sulla questione palestinese Gruppi di volontari italiani a Ramallah e GerusalemmeCasarini: "La loro guerra è una guerra contro
i civili" ROMA - "Da quando stamane, a Betlemme, i carri armati hanno fatto irruzione nel campo profughi, si è scatenato l'inferno: sono in corso cannoneggiamenti, rastrellamenti ed esecuzioni sommarie": i testimoni italiani della guerra che da giorni infiamma Israele e i Territori, raccontano per telefono cosa vedono e cosa sta accadendo. Sono gruppi di pacifisti e disobbedienti che raccontano dall'ospedale di Ramallah e da Betlemme. "Il campo profughi di Betlemme - racconta Mimma Grillo, impiegata di banca, che da qualche giorno si trova a Gerusalemme - è sotto assedio". E dopo il ferimento dei sette pacifisti colpiti ieri da schegge di proiettili sparati da un carro armato israeliano a Betlemme, la sfida dei volontari internazionali sembra di ora in ora più rischiosa, anche perché la presenza di delegazioni pacifiste nelle zone degli scontri armati è vista con sospetto dai militari israeliani, timorosi che i pacifisti possano svolgere attività di intermediazione tra l'entourage di Arafat e il mondo esterno. "In tutta la mia vita non ho mai visto assassini simili. Questa è la loro guerra, una guerra contro i civili": questa volta è Luca Casarini a parlare, dall'ospedale di Ramallah dove si trova con altri pacifisti italiani. Il leader dei Disobbedienti italiani racconta al telefono cosa è avvenuto questa mattina quando l'esercito israeliano ha sparato su un gruppo di osservatori internazionali uscito in strada per soccorrere una donna. "Ci hanno 'tirato' da un carro armato - racconta - eravamo una cinquantina, con le pettorine bianche ben visibili e ora ci hanno avvisato che se usciamo nuovamente dall'ospedale ci sparano. Ma a cinquecento metri da qui ci sono altri feriti e non possiamo lasciarli lì anche se l'esercito israeliano ha minacciato di sparare anche alle ambulanze". "Con la scusa delle operazioni antiterrorismo - ha aggiunto il leader dei No global - sparano contro ambulanze, cannoneggiano le carceri, distruggono e bombardano case, uccidendo chiunque vi sia dentro". Tra i compagni di Casarini, un gruppetto di 17 persone ha deciso oggi pomeriggio di lasciare Ramallah e ha raggiunto a piedi Gerusalemme, dopo tre ore di cammino. Stamane, Paolo Cognini, uno dei portavoce del Marche Social Forum, aveva inviato un messaggio via sms annunciando che gli italiani avrebbero cercato di lasciare Ramallah a piccoli gruppi, nonostante il coprifuoco assoluto e il pericolo rappresentato dai cecchini. "La situazione a Ramallah è inconcepibile", ha detto Cognini. "Ci sono persone prese in ostaggio, legate mani e piedi e ci sono molti morti. Le autorità italiane debbono intervenire, non solo per gli italiani che si trovano nelle zone calde in queste ore, ma anche per la tutela della popolazione civile palestinese". (2 aprile 2002) entra nel sito sull'Antico Egitto | enter the Ancient Egypt web site |
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