L'esercito del faraone

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Durante il regno di Amenofi III anche i prigionieri stranieri come Libici o Sudanesi venivano reclutati come soldati nell'esercito egiziano ottenendo in alcuni casi anche la libertà. Infatti i guerrieri che avevano manifestato coraggio e si erano distinti in battaglia ricevevano come compenso dei servi, ed erano premiati con delle grosse mosche in oro, armi in argento e gioielli. Il soldato che non aveva dimostrato particolari doti militari poteva condividere con il resto dei compagni d'armi il bottino di guerra che di solito consisteva nella spartizione del bestiame, del vestiario e gli ornamenti più semplici dei prigionieri asiatici. Alla fine della carriera militare al soldato semplice erano assegnati dei terreni di proprietà reale che poteva coltivare ma sui quali doveva pagare delle tasse. Queste terre rimanevano di proprietà della famiglia del soldato fin quando i maschi del nucleo familiare erano idonei ad essere arruolati nell'esercito.

arco e freccie
arco e freccie
Le prime armi utilizzate furono delle semplici pietre appuntite magari lavorate a forma di pugnale oppure delle mazze formate da un manico in legno ed una estremità di pietra, quest'arma è spesso rappresentata in mano al faraone che la solleva per colpire il nemico. Il bastone da lancio era simile ad un boomerang, formato da un unico pezzo di legno di un metro di lunghezza era utilizzato come arma o per cacciare gli uccelli nelle paludi. Nell'evoluzione delle armi utilizzate in battaglia si nota principalmente la sostituzione delle parti in pietra con pezzi in metallo, prima in rame poi in bronzo e ferro.

asce di bronzo
asce di bronzo
Gli strumenti di guerra più utilizzati erano la scure, l'arco con le frecce, il pugnale ed il giavellotto quest'ultimo formato da una lunga asta di legno alla cui estremità era fissata una sottile punta metallica. Le scuri erano utilizzate sia come arma che come utensile dagli agricoltori che le impiegavano per abbattere piccoli alberi, questi oggetti erano formati da lame metalliche ricurve fissate in manici di legno spesso decorato con intrecci di cuoio o intarsi di avorio. I pugnali erano spesso ricavati da unici pezzi di metallo che venivano poi fissati su corti manici riccamente decorati con avorio, argento o oro.

Pugnali
Pugnali
Dai ritrovamenti archeologici fatti nelle sepolture anche di persone di umili origini si nota che l'arco è stata la prima arma utilizzata nell'antico Egitto. Inizialmente impiegato per la caccia fu poi utilizzato come arma da guerra. L'arco semplice era composto in legno di acacia con una lunghezza di poco più di un metro. Nel Nuovo Regno furono costruiti archi con una lunghezza di oltre un metro e settanta centimetri. Gli egiziani avevano notato che allungando l'arma potevano avere più precisione nel tiro ed un minor sforzo nel tendere l'arco. Gli esemplari di arco con forme più complesse e raffinate entrarono in uso in Egitto solo dopo l'invasione degli Hyksos ed i pochi esempi conservati in buono stato sono stati ritrovati nel corredo funebre di Tutankhamon.

Le punte delle frecce erano realizzate inizialmente in osso, in legno o in selce ma le più antiche dalla forma a foglia realizzate in metallo risalgono al 2000 a.C. Sotto l'influenza asiatica a partire dal Medio Regno furono utilizzati elmi e corazze da combattimento oltre che bracciali di cuoio per proteggere l'avambraccio dei soldati. Gli egiziani conobbero il carro da guerra solo dopo l'invasione degli Hyksos e fu utilizzato come arma a partire dalla XVIII dinastia. Il carro da guerra egizio era di solo due ruote e poteva trasportare solo due soldati in piedi: uno era il conducente del carro e l'altro era il combattente armato di giavellotto, arco, frecce e scudo.

Articolo a cura di Silvia B.