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Champollion: i geroglifici svelati

Jean-Francois Champollion
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Benché Champollion non fosse ancora trentenne, il suo interesse per i geroglifici risaliva a quasi due decenni prima, e non era mai venuto meno. Tutto era cominciato nel 1800, quando il matematico francese Jean-Baptiste Fourier, uno dei «pechinesi» della spedizione egiziana di Napoleone, aveva mostrato a Champollion, allora un ragazzino di dieci anni, la sua collezione di reperti dell’antico Egitto, molti dei quali recavano strane iscrizioni. Fourier aveva spiegato che nessuno era in grado di interpretare quei bizzarri caratteri, e il ragazzino aveva promesso che un giorno egli avrebbe svelato il mistero. A diciassette anni, Champollion aveva presentato un lavoro dal titolo "L’Egitto sotto i faraoni".

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Il ruolo di Young nella decifrazione dei geroglifici - parte1

Thomas Young
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La più famosa, e probabilmente la più romantica, decifrazione archeologica fu quella dei geroglifici egiziani. Per secoli la scrittura degli antichi Egizi era rimasta incomprensibile; sul suo significato gli studiosi potevano solo avanzare congetture. Ma grazie a un classico procedimento di decrittazione, il significato dei geroglifici fu riscoperto, e da allora gli archeologi hanno potuto attingere a resoconti di prima mano sulla storia, la cultura e le opinioni della civiltà fiorita millenni or sono presso il corso del Nilo. La decifrazione dei geroglifici ha gettato un ponte sull'abisso temporale che ci separa dall'epoca dei faraoni.

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Il ruolo di Young nella decifrazione dei geroglifici - parte2

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Si potrebbe pensare che se il contenuto delle altre due iscrizioni era identico, la decifrazione della scrittura geroglifica e di quella demotica sia stata quasi banale. C’erano, invece, tre ostacoli non trascurabili. In primo luogo, il blocco di basalto era in condizioni tutt’altro che buone, come mostra la figura 46. Il testo greco consiste di 54 righe, delle quali appaiono danneggiate le ultime 26; quello demotico di 32 righe, delle quali le prime 14 sono lese nella parte iniziale (si tenga presente che i caratteri demotici e geroglifici si succedono non da sinistra a destra, ma nella direzione opposta); infine, il testo geroglifico è quello in condizioni peggiori: metà delle righe mancano completamente, mentre le ultime 14 (corrispondenti alle ultime 28 del testo greco) sono leggibili solo in parte. Il secondo ostacolo era che le iscrizioni demotica e geroglifica rimandavano alla lingua dell’antico Egitto, che nessuno parlava da almeno otto secoli. Sarebbe quindi stato possibile collegare alcuni simboli egiziani ad alcune parole greche, e comprenderne il significato; ma non sarebbe stato possibile ricostruire il termine corrispondente della lingua parlata. In altre parole, il possibile valore fonetico dei simboli sarebbe rimasto un mistero. Infine, la persistente influenza di Kircher spingeva ancora gli archeologi a ragionare in termini di semagrammi anziché di fonogrammi, cosa che scoraggiava ulteriormente dal tentare una decifrazione fonetica.

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Il mistero di Tutankhamon - prima parte

Tutankhamon
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Tutankhamon il re bambino della diciottesima dinastia rimane per molti aspetti uno dei grandi misteri dell'antico Egitto.

Di questo faraone è stata trovata praticamente intatta la tomba (si veda anche Destini Incrociati - Carter e Carnavon) ricchissima di manufatti preziosi ma estremamente povera di informazioni. Le recenti analisi del tramite TAC e DNA hanno contribuito a fare un po' di chiarezza sul faraone Tutankhamon e sulla sua famiglia che ha regnato in uno dei periodi più travagliati dell'antico Egitto.

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"Viaggiare Sicuri" toglie lo "sconsiglio" per Sharm el Sheik

Sharm el Sheikh
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Con un avviso pubblicato oggi sul sito Viaggiare sicuri la Farnesina ha tolto lo sconsiglio per i i resort situati a Sharm el-Sheik. "In considerazione del deterioramento della generale situazione di sicurezza registrato nel Paese, si rinnova la raccomandazione di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto in località diverse dai resort situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell'Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo" si legge nell'avviso pubblicato oggi.

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Conferenza al Museo di Torino sui sarcofagi

Conferenza decorazioni dei sarcofagi a stola dei sacerdoti tebani il 3 luglio 2014 Eventi a Torino „ Un prestigioso appuntamento aperto al pubblico, in lingua inglese, a cura del Prof. René van Walsem, Professore di Egittologia dell'Università di Leiden. La conferenza "Architectonisation" and usurpation of divine and royal aspects on Third Intermediate Period stola coffins" è in programma il prossimo 3 luglio alle ore 18.30 presso il Museo Egizio di Torino e ha come obiettivo quello di illustrare al pubblico le preziose decorazioni dei sarcofagi a stola risalenti al periodo della "teocrazia tebana" (975-925 a.C.).

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Egittomania sul Lario

Egittomania sul Lario
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Il mondo dei faraoni rivive sul Lario tra mummie, papiri e scarabei. Dal 3 all’8 giugno al Museo Archeologico di piazza Medaglie d’Oro a Como torna il tradizionale appuntamento con la Settimana Egizia, ideata dal Comune e da uno stuolo di appassionati di archeologia per per approfondire la conoscenza dei reperti egizi donati da un collezionista dell’Ottocento, Alfonso Garovaglio.

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Replicata la tomba di Tutankamon

La tomba (reale) di King Tut
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Una copia della tomba del grande faraone Tutankamon è stata aperta nei giorni scorsi a Luxor, nei pressi della casa di Howard Carter, lo scopritore della tomba originale. Nell’imminente inizio della stagione turistica, l’iniziativa, suggerita dall’Alto Rappresentante dell’UE Catherine Ashton e realizzata grazie al contributo della stessa UE e della Svizzera, vuole essere un messaggio ai milioni di turisti che negli ultimi anni hanno cancellato l’Egitto dall’elenco dei loro viaggi; ciò per la difficile situazione in cui versa il paese dalla caduta di un altro faraone: Mubarak.

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