Miti e divinità egizie

ISIDE - Divinità egizia

ISIDE - FIGLIA di Nut (la dea del Cielo) e di Geb (il dio della Terra), sorella e sposa di Osiride con il quale divise il regno sull’Egitto nelle mitiche dinastie dìvine. Affiancò il marìto nella diffusione dell’agricoltura, delle arti domestiche, delle scienze, tra cui la medicina.

Allorché il fratello Set fece scempio del corpo di Osiride, si mise alla ricerca delle membra disperse a bordo di una leggera imbarcazione di papiro che magicamente sfidò i coccodrilli del Nilo. In ogni luogo ove trovò un frammento dello sposo fece erigere un santuario. Ebbe per figlio Horo, il « vendicatore di suo padre », che allevò in Abydos.

Iside è il prototipo divino della sposa e della madre, formando con Osiride una delle più antiche trinità. Le sue virtù magiche le valsero il titolo di « Grande Maga »: un papiro conservato a Torino narra come essa riuscisse ad impossessarsi del « nome segreto » di Ra, cioè della sua reale essenza, dopo averlo fatto pungere da un aspide magico da lei fabbricato.

Ed è ancora la divinità solare a dover far ricorso a lei e ai suoi incantesimi per paralizzare l’azione del drago malefico Apep nel viaggio notturno agli inferi.

Appare talvolta come dea dell’Albero, associata alle altre dee cosmiche Hathor e Nut. Poiché nella ricerca del corpo di Osiride fu assistita dalla sorella Neftis, sposa del malvagio Set, entrambe vennero chiamate « Le Due Lamentatrici ».

È raffigurata d’aspetto muliebre, in piedi o assisa sopra un trono, sovente in atto di allattare il figlioletto Horo. Sul capo reca il disco solare tra due corna, simbolo di divinità cosmica, sormontato dal trono, che foneticamente equivale al suo nome.

Ebbe un culto iniziatico nei « Misteri » omonimi che in epoca greco-romana si diffusero nel bacino mediterraneo, penetrando a fondo nella stessa civiltà romana. Apuleio nell’ Asino d’Oro » ( Le trasformazioni ») descrive l’iniziazione di Lucio, protagonista della sua storia, nei Misteri di Iside.

Particolare importanza ebbero il suo tempio a Pompei e l’Iseum a Roma. Il suo culto sopravvisse in Egitto sino a Giustiniano (527- 565 dell’era corrente).

Tags: religione egizia, Iside