Le piramidi dell'Antico Egitto

Le piramidi: riassunto sintetico

La piramide è la struttura architettonica caratteristica delle tombe reali dell'Antico Regno Egizio e del Medio Regno Egizio: al suo interno veniva garantita simbolicamente la vita del sovrano oltre la morte, nell'oltretomba; nelle vicinanze sorgevano a volte anche un tempio e altre costruzioni religiose. L'edificio racchiudeva la camera funeraria (talvolta sotterranea), dove veniva deposta la mummia del faraone.

Le piramidi egizie testimoniano una tecnica costruttiva di alto livello, tenuto conto della mancanza di attrezzi in ferro e di macchine per sollevare gli elementi della struttura: gli strumenti erano in pietra e i blocchi da costruzione, del peso di molte tonnellate, erano trascinati su scivoli e terrapieni, in tempi molto lunghi e con impiego di un elevatissimo numero di uomini e animali da tiro. Eccezionale è la precisione con cui questi monumenti sono orientati astronomicamente, rivolti a nord.

Piramide di Saqqara

La piramide a gradoni del faraone Zoser fu costruita a Saqqara, in un'epoca compresa tra il 2737 e il 2717 a.C. L'imponente edificio funerario fu progettato dall'architetto Imhotep, che venne in seguito divinizzato. La piramide, costruita in calcare, è alta 61 m e rappresenta una delle più antiche testimonianze architettoniche della civiltà egizia.

Piramide di Chefren, Giza

Le piramidi di Giza costituiscono uno dei complessi architettonici più famosi del mondo. La piramide di Chefren, alta circa 136 m, fu costruita intorno al 2530 a.C. Alla sua sommità sono ancora visibili le tracce dell'originario rivestimento in calcare.

Piramide di Snofru, Dahshur

La piramide fatta erigere a Dahshur (a sud di Saqqara) dal faraone Snofru (vissuto alla metà circa del III millennio a.C.) fu costruita in due momenti. In una prima fase fu realizzato il basamento, i cui spigoli disegnano un angolo di 55 gradi rispetto al terreno. Quindi, difficoltà tecniche indussero gli architetti e ingegneri a ridurre nella parte superiore l'inclinazione delle superfici, che risultarono con una pendenza di 43 gradi. La piramide risultò quindi con il caratterestico profilo romboidale che la contraddistingue.

L'esempio più antico è rappresentato dalla piramide del faraone della III dinastia Zoser (2737-2717 a.C.), nata come mastaba (tumulo a forma di parallelepipedo in muratura), poi trasformata in una costruzione a sei gradoni. Nelle piramidi posteriori, le rientranze tra i gradoni vennero riempite di altro materiale, cosicché si ottenne una forma piramidale. Gli architetti continuarono a elaborare la struttura base intervenendo sull'inclinazione delle facce della piramide, fino a raggiungere la soluzione ottimale, esemplificata nell'insieme più straordinario a noi giunto: le tre piramidi di Giza, presso il Cairo, erette durante la IV dinastia e annoverate fra le sette meraviglie del mondo.

Di queste, la più imponente è la piramide del faraone Cheope, con una base quadrata di 230 m per lato e un'altezza di 147 m, interamente costruita in blocchi di granito e contenente due camere funerarie. La piramide di Chefren ha dimensioni di poco inferiori, mentre quella del faraone Micerino è molto più piccola.

Durante il Medio Regno egizio le piramidi non furono più costruite interamente in pietra, bensì con impiego anche di sabbia e terra, materiali di riempimento aggiunti a uno scheletro di blocchi di roccia. In Egitto e in Sudan sono ancora visibili i resti di circa 70 piramidi.

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