Egitto: partiti islamici rassicurano su turismo

Dopo il successo ottenuto nella prima fase delle elezioni legislative che dureranno fino al marzo prossimo in Egitto, i partiti islamici assicurano che una loro eventuale vittoria finale non metterebbe a rischio il settore vitale del turismo.

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La crisi economica: commozione anche in Egitto

Il Cairo (Egitto), 11/12/2011 - Il primo ministro egiziano Kamal el-Ganzouri si è commosso e le lacrime gli sono salite agli occhi in conferenza stampa, mentre spiegava che l'economia del Paese "è in una situazione peggiore di quanto si possa immaginare" e che servono misure di austerità per risanare i bilanci.

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Racconto dell'italiano arrestato in Egitto

«Io arrestato al Cairo durante le rivolte» - Il racconto di Andrea De Giorgio, fermato con altre due persone in piazza Tahrir e per tre giorni è stato in cella. Tre notti nelle celle del commissariato-prigione di Kasr al Nil al Cairo, un’accusa pesante (e infondata), urla e violenza cieca. Così ho passato gli ultimi tre giorni in Egitto. Tutto è cominciato venerdì notte quando io, Laura (videogiornalista freelance), Samah (giornalista palestinese di Gaza) e Marco (corrispondente per siti e blog indipendenti) eravamo nel quartiere di Zamalek di ritorno da piazza Tahrir che da due settimane è teatro di proteste e scontri spesso finiti nel sangue per la cieca repressione della giunta militare egiziana.

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Il Cairo, terzo giorno di scontri

Egitto ancora nel caos - La violenza non si ferma al Cairo. Per il terzo giorno consecutivo. Piazza Tahrir è un campo di battaglia. Così come tutte le vie limitrofe. L'aria è impregnata di gas lacrimogeni sparati dalle forze di sicurezza con l'obiettivo di disperdere la folla che non ha nessuna intenzione di indietreggiare e rispondono tirando pietre. I manifestanti chiedono a gran voce le dimissioni dei vertici militari e il trasferimento del potere a un esecutivo civile.

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L'eroe egiziano

Shahat IL CAIRO, 21 AGOSTO - Sempre alta la tensione tra Egitto e Israele. A tal punto che oggi la bandiera egiziana sventolava sulla sede dell'ambasciata israeliana al Cairo, per iniziativa di un giovane, Ahmad Shehat, subito definito eroe e battezzato 'Flagman' (uomo bandiera) dai manifestanti.

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Gli israeliani imparano dalle rivolte arabe

Nelle strade del Cairo è comparso di nuovo un enorme striscione con una parola sola: erhal, andate via. Due settimane fa uno striscione simile, anch’esso gigantesco e composto da un’unica parola in arabo, era apparso nelle strade di Tel Aviv. Ma non si riferiva a Hosni Mubarak o al maresciallo Mohamed Hussein Tantawi. Vicino allo slogan in arabo, c’era la scritta in ebraico “l’Egitto è qui”.

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Le città satellite del Cairo

Il nuovo Cairo di Jack Shenker, The Guardian

Intorno alla capitale egiziana aumentano i quartieri residenziali con campi da golf e ville inespugnabili. Un’eredità dell’ex presidente Mubarak che mette a rischio la coesione sociale. - Alle sei del pomeriggio dell’11 febbraio la notizia della caduta del presidente Mubarak ha fatto irruzione tra la folla di piazza Tahrir. La piazza è esplosa e il centro del Cairo si è animato di tamburi. In quel momento striscioni e cartelli si sono fatti velocemente largo di fronte alle telecamere di tutto il mondo. Tra tanti slogan intelligenti, rabbiosi e trionfali ce n’era uno, in arabo, che balzava agli occhi: “Un chilo di carne costa 100 lire, ma un metro quadro di terra a Madinaty costa 50 centesimi”.

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