Cenni sulla preistoria egizia

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Insediamento di el-Omari a Helwan:

Helwan è oggi un sobborgo industriale a 25 km a sud del Cairo. Fino agli anni ottanta era una piccola e tranquilla città scelta come sede per l’osservatorio astronomico del Cairo e grazie al suo clima mite ed alla presenza di alcune sorgenti sulfuree era anche un apprezzato centro di villeggiatura per gli abitanti della capitale egiziana.

Amin el-Omari, un giovane geologo nativo di Helwan appassionato di studi archeologici, scoprì nel 1924 un sito archeologico preistorico a nord di Helwan ed insieme a Paul Bovier-Lapierre, un sacerdote appassionato di preistoria, iniziò gli scavi.

Purtroppo Omari non ebbe il tempo di iniziare i lavori poiché fu stroncato da una malattia improvvisa, Bovier-Lapierre nel 1925 decise di intraprendere lo scavo del sito cui dette il nome del giovane amico defunto.

Bovier seguì gli scavi solo per pochi mesi che furono ripresi da Fernand Debono nel 1943 per conto del Service des Antiquités de l’Egypte , purtroppo la campagna di scavi proseguì ad intervalli irregolari, il lavoro non continuò regolarmente ed il Debono, tranne brevissimi rapporti, non pubblicò mai una relazione sugli scavi ad el-Omari.

L’interesse principale di el-Omari risiede nella sua composizione urbana costituita da tre nuclei principali che si affacciano sul Wadi Hof , struttura urbana simile agli insediamenti di Merimda e Maadi. L’insediamento ha restituito attrezzi per la mietitura (falci), attrezzi per lavorare il legno , asce, conchiglie utilizzate come utensili (cucchiai), sementi di cereali e reperti ossei che confermano la presenza di animali domestici.

Le abitazioni di el-Omari erano di forma circolare ed in parte scavate nella roccia con pareti foderate di stuoie mentre le sepolture, come quelle di Maadi, non erano ricche di corredi funebri ridotti di solito ad un vaso posto accanto alla salma avvolta in pelle di animale.

La scoperta di una particolare sepoltura suscitò curiosità ed interesse infatti la tomba conteneva la salma di un uomo che reggeva in una mano un bastone di legno ricurvo, questo oggetto portò gli studiosi a pensare che si trattasse della sepoltura di un capo locale forse un’anticipazione dei futuri faraoni.