Alla scoperta dell’Egitto - Il clima dell'Egitto

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L’agricoltura e il clima dell’Egitto

Nonostante i notevoli sforzi dell’amministrazione locale per creare nuovi posti di lavoro e tutelare gli intellettuali perché non lascino il paese, la maggior parte della popolazione egiziana lavora nel campo dell’agricoltura. I prodotti coltivati vanno dal cotone alla canna da zucchero, ai cereali, alla verdura, alla frutta, alle spezie e ai fiori per l’industria profumiera. L’irrigazione, regolata dalla diga di sbarramento di Assuan, e soprattutto il clima favorevole, consentono di avere più di un raccolto all’anno. I mesi estivi sono caldi e asciutti; a luglio e agosto, al Cairo il termometro segna fino a 35 °C, mentre ad Assuan raggiunge i 40°C. Gli inverni sono brevi e miti: tra dicembre e marzo si contano al Cairo soltanto otto giorni di pioggia. Lungo la costa settentrionale predomina il tipico clima mediterraneo, con inverni piovosi e una temperatura media che si aggira intorno ai 15 °C. Nell’Alto Egitto gli inverni sono caldi: ad Assuan la temperatura raggiunge 22 °C. Nel deserto e nel Sinai l’escursione termica è piuttosto elevata, e il freddo notturno può essere intenso: si registrano infatti temperature notturne di 6 C. Le notti sono piuttosto fredde anche al Cairo, dove si passa dai 20 C del giorno ai 13 °C della notte. Vedi la pagina clima per ulteriori dettagli.

Il periodi migliori per visitare l’Egitto

Il periodo migliore per visitare l’Egitto è quello che va da novembre ad aprile, quando le temperature risultano più sopportabili per il turista europeo, soprattutto nell’Alto Egitto. Tuttavia, negli ultimi tempi i turisti non disdegnano anche i mesi estivi: chi sopporta facilmente il caldo intenso ma asciutto di questa stagione può contare su alberghi poco affollati e prezzi notevolmente più vantaggiosi. Nei mesi di marzo e aprile il Khamsin, un vento caldo proveniente dal deserto, soffia per cinquanta giorni consecutivi, come indica il suo nome (in arabo cinquanta si dice chamsin). Questo vento trasporta sabbia e polvere dal caratteristico color ocra, che ricadono sull’intero paese.

Sin dall’antichità, gli egiziani hanno suddiviso il loro paese in Alto e Basso Egitto; il Basso Egitto corrisponde alle coste che si affacciano sul Mare Mediterraneo, il delta e la valle del Nilo fino ai territori in cui sorge l’antica capitale, Menfi (l’attuale Saqqara). Qui inizia l’Alto Egitto, che arriva fino ai confini con il Sudan. Alla destra e alla sinistra del Nilo si estende il deserto che, a occidente, in corrispondenza del confine libico, è punteggiato di oasi che talvolta si trovano sotto il livello del mare. A oriente del Nilo si innalzano le rupi tipiche del deserto arabo, con abitudini fino a 2000 m, che scendono ripide verso il Mar Rosso. Da un punto dì vista geografico, la penisola del Sinai si trova già in Asia e confina con Israele. La sua parte settentrionale è caratterizzata da un paesaggio movimentato,tipico del deserto sabbioso; verso sud il terreno si innalza a formare il deserto roccioso dell’Alto Sinai, che culmina con il Gebel Caterina, con i suoi 2642 metri. Il clima caldo e asciutto influisce sulla vegetazione. Qui prosperano le palme, soprattutto la palma da dattero, l’albero simbolo del paese; nelle città, lungo le strade, accanto alle acacie a ombrello con i loro fiori a grappolo di un rosso brillante, crescono piante di eucalipto, mango e fico.

Dove l’irrigazione è attuabile, prospera la flora tipica dell’ambiente mediterraneo: ibisco, oleandro, buganville, gelsomino, i cui fiori dal profumo inebriante vengono intrecciati in ghirlande che sono vendute lungo la strada. I fiori di loto, famosi nell’antichità, decorano solamente i papiri, che purtroppo ormai sono quasi del tutto scomparsi. Lungo le sponde e i canali del Nilo crescono piantagioni di banani e canna da zucchero. Lo scenario deve fare a meno anche dei coccodrilli del Nilo e degli ibis, diversamente da serpenti e scorpioni, che si possono incontrare ancora oggi. Come animali da cortile vengono allevati capre, pecore e polli; gli asini e i cavalli sono impiegati come bestie da soma, i bovini e i bufali indiani vengono utilizzati nelle campagne come animali da tiro. Il tempo delle carovane è finito. Ciononostante, il mercato dei cammelli del quartiere di Imbaba, al Cairo, o quello di Darau, nell’Alto Egitto, destano ancora particolare interesse. La lingua ufficiale dell’Egitto è l’arabo; c’è però una differenza notevole tra l’arabo dei giornali, della televisione, della radio e dei discorsi ufficiali e quello che gli egiziani parlano tra loro. L’arabo è anche la lingua del Corano: il 90% degli egiziani professa la religione islamica. I cristiani copti costituiscono circa il 7% della popolazione. Nonostante tra i musulmani e i cristiani vi sia ufficialmente completa parità di diritti, si verificano di frequente situazioni di attrito tra gli appartenenti alle due diverse fedi. Per il turista straniero, l’Egitto è il paese dei sogni, dove la vacanza può assumere molteplici aspetti; grazie all’enorme patrimonio di vestigia storiche e bellezze naturali, la fantasia di ognuno trova la più completa realizzazione.