Aspettando la Lupa e la Sfinge - Aspettando la Lupa e la Sfinge

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Obelisco Sallustiano.

Attualmente in Piazza Trinità dei Monti, l’obelisco misura 13, 91 mt e col basamento 30, 45. E’ una copia romana realizzata in epoca imperiale copiando geroglifici dei faraoni Seti I e Ramses II.Decorava gli Horti Salluatiani.
Fu donato a Papa Clemente XII dai Ludovisi e trasportato in Piazza del Laterano senza però farlo rialzare, fu invece Papa Pio VI a farlo erigere in Trinità dei Monti davanti alla chiesa e in cima alla scalinata.

Obelisco Pinciano.

Piccolo obelisco alto solamente 9, 24 mt e col basamento e stella sulla cima 17, 26 mt, attualmente situato al Pincio, fu fatto realizzare da Adriano in onore del suo favorito Antinoo e collocato inizialmente a decorare un monumento a lui dedicato dopo la sua morte in Egitto.
Dopo vari spostamenti fu finalmente posto nei giardini del Pincio per volere di Papa Pio VII.

Obelisco di Dogali.

Risalente a Ramses II si trovava anch’esso ad Heliopolis. La sua altezza con il basamente e la stella è di solo 6, 34 mt. Portato a Roma da Domiziano, fu collocato con gli obelischi della Minerva e del Pantheon, a decorare l’Iseo Campense.
Fu rinvenuto nel 1883 dall’archeologo Lanciani presso la Chiesa di S. Maria sopra Minerva, venne rialzato davanti alla Stazione Termini per commemorare i caduti nella guerra di Eritrea, fu definitivamente portato nei giardini presso via delle Terme di Diocleziano.

Tempio di Iside in Campo Marzio.

Dedicato alla dea egizia Iside, il tempio lungo 240 mt e largo 60, era articolato in tre parti:al centro vi era un area rettangolare alla quale si arrivava tramite archi monumentali, seguiva una piazza scoperta ornata da obelischi in granito rosso di Siene e sfingi, nel centro della quale sorgeva il tempio iliaco, e un esedra semicircolare con abside che ospitava presumibilmente un serapeo.
L’edificio fu distrutto nell’80 e ricostruito da Domiziano, vari restauri furono fatti successivamente. Sarebbe da mettere in connessione on il tempio la statua di Iside Sothis, collocata davanti alla Chiesa di s. Marco e nota come “Madama Lucrezia”.

Mosaico del Nilo dal tempio di Palestrina (Roma).

Il mosaico di epoca ellenistica (I secolo aC) fu collocato nella nicchia semicircolare del tempio dal cardinale Francesco Barberini.
Si tratta di uno dei più bei mosaici tramandatici dall’antichità che, per la complessità delle scene raffigurate, ha dato adito a diverse interpretazioni. Si ritiene possa essere messo in relazione ad un altro mosaico detto “dei pesci”, situato nella zona inferiore del tempio, la parte corrispondente all’attuale piazzale del seminario.

Statue leonine al Campidoglio.

Si accede al Campidoglio tramite una scalinata ai piedi della quale, su due piedistalli, vi si trovano due fontane che rappresentano leoni egizi in basalto nero con sfumature rosse, provenivano dall’Iseo Campente del Campo Marzio. Queste fontane nei giorni di festa sgorgavano vino invece che acqua. Questi due leoni sono la copia degli originali conservati nei musei Capitolini.

Piramide Cestia.

Fu costruita tra il 18 e il 12 aC da Gaio Cestio Epulone come propria tomba, un membro del Septemviri Epulonum;è in calcestruzzo con cortina di mattoni e copertura con lastre di marmo di Carrara, è alta 36, 40 mt con una base quadrata e un lato di circa 30 mt su una piattaforma di cementizio ed era circondata da un recinto di tufo, 4 colonne agli angoli e due statue di Cestio davanti all’entrata. All’interno della piramide vi è un'unica camera sepolcrale la cui cubatura costituisce meno dell’ 1% dell’intero monumento ed è con volta a botte, dipinta di bianco con decorazioni in stile pompeiano. Sui lati orientali e occidentali della piramide vi sono le iscrizioni del nome e titolo di Cestio e solo sul lato orientale vi sono scritte le modalità di costruzione del monumento. La piramide è la quarta più grande del mediterraneo antico essendo più piccola solo delle 3 piramidi della piana di Giza.
Nel III terzo aC la piramide fu incorporata nelle mura Aureliane, delle quali viene a costituire un bastione, e l'attuale accesso corrisponde ad una posterua che immetteva su una strada secondaria in direzione dell’emporio sul Tevere.

L'Egitto a Roma
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